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Il Poeta di Mondostazione

Il Poeta di Mondostazione

Biografia di Giovanni Lecci

Giovanni Lecci è nato a Livorno nel 1945, il 21 di Giugno per la precisione. Più o meno un anno prima della Repubblica Italiana.

Nonostante fosse il terzo di nove figli, non gli è mai mancato l’amore di mamma Argentina, donna di grande energia (un po’ come lo erano tutte le donne dell’epoca) che riusciva ad essere il faro della casa, nonostante lavorasse come infermiera all’ospedale di Livorno.

Papà Pietro era un uomo severo, di grande moralità. Lavorava come Ispettore alla Carlo Erba: lavoro che lo faceva stare tutto il giorno fuori di casa ma che, tuttavia, non gli impedì di trasmettere i suoi sani principi al figlio Giovanni: amore e solidarietà dei quali la guerra appena finita era stata maestra.

Come in tutte le famiglie di allora, i rapporti di parentela erano molto forti e questo gli permise di frequentare la casa dello zio paterno, Antonio, noto avvocato di Livorno.

Giovanni amava suonare il piano, faceva della scultura e della pittura ed inoltre scriveva poesie, cosa che per lui è diventata una ragione di vita. Anche sua madre suonava il piano e si dilettava nella poesia.

Dopo il liceo classico il giovane Giovanni decise di perfezionare gi studi di filosofia con la teologia ed entrò in un monastero di benedettini a Roma, dove restò tre anni fino alla chiamata per il servizio militare obbligatorio.

Quelli erano i tempi della ricostruzione del dopoguerra. Giuseppe, l’altro zio, aveva un impresa edile e gli affari andavano a gonfie vele. Quindi, al rientro dal militare, Giovanni entrò nella ditta dello zio, imparò a mettere mattone su mattone, ad intonacare, ad imbiancare e a lavorare di stucco: in poco tempo imparò il mestiere di lavoratore edile.

Fino ad allora le cose erano andate bene ed il tempo era trascorso tranquillo tanto è che colse l’occasione di mettersi in proprio mettendo su una ditta tutta sua. A quell’epoca Giovanni aveva 26 anni e decise di fare il “grande passo” e quindi prese moglie sposando Luciana, più grande di lui di tre anni ma della quale lui si era follemente innamorato essendo questa una donna, non solo bella ma, essenzialmente, sensibile e buona: la felicità era entrata in casa sua ma essa durò solo due anni poiché alla felice nascita della prima figlia Angelica ben presto ne seguì la morte per un male incurabile, durato appena sei mesi.

Fu un duro colpo per entrambi i coniugi che si ripresero solo dopo oltre un anno quando decisero di mettere al mondo un seconda figlio: nacque così Maria Rosa portando loro di nuovo la felicità. Durò solo sette anni questa condizione: furono sette anni di amore e di tranquillità, di spensieratezza e di giochi, specie per la bambina che spesse volte andava a giocare a palla in giardino seguendo, però i consigli della madre che si raccomandava di essere prudente, di non uscire dal cancello e di non allontanarsi da casa.

Ma il destino volle colpire ancora duramente la coppia: in assenza del padre, approfittando di un attimo di disattenzione di Luciana, la bambina aprì il cancello ed uscì rincorrendo la palla nella strada. Un camion, sopravvenuto improvvisamente e ad alta velocità, l’investì ed uccise. Giovanni, che stava rientrando dal lavoro in quel momento, assistette impotente ed inorridito alla scena. La moglie, richiamata dal clamore delle persone accorse a sua volta, uscì di casa per vedere l’accaduto e solo allora si rese disperatamente conto che la vittima era proprio la sua piccola Maria Rosa. I suoi urli richiamarono il marito che, già sotto schock, svenne.

In conseguenza di questo ulteriore evento drammatico Giovanni fu colpito da una fortissima depressione: si lasciò andare fino a desiderare la morte.

Naturalmente tutto questo si ripercosse pure sulla sua attività lavorativa che andò in crisi anche per la concorrenza della manovalanza di immigrazione. Giovanni si ritrovò quindi allo stesso tempo con una famiglia distrutta ed una situazione economica negativa che lo ha costretto per lungo tempo ad una vita da emarginato senza neppure una casa ove dormire. Solo la poesia e l’avere incontrato, dopo l’abbandono della moglie, Tiziana, una compagna che egli ha amato con tutto se stesso, gli ha impedito di mettere in atto gesti estremi.

Purtroppo, dopo alcuni anni, la malattia gli ha portato via questa compagna che con il suo amore e la sua presenza davano un senso positivo alla sua vita ed ora solo la poesia e la vicinanza di molti amici e di Mondostazione, il centro culturale del Dopolavoro Ferroviario, lo aiutano, con il loro appoggio fattivo, a realizzarsi come poeta.

UNA FESTA ALL'INSEGNA DELLA SOLIDARIETA' TRA I POPOLI

UNA FESTA ALL'INSEGNA DELLA SOLIDARIETA' TRA I POPOLI

CALENDARIO POPOLARE

Sabato 23 novembre al Teatro Nuovo di Pisa I Fratelli Mancuso con “Un Canto Essenziale”

“Ritorna Calendario Popolare: I Fratelli Mancuso”

Ritorna Calendario Pop

olare, musiche e culture dai territori, la rassegna che Mondostazione, Musica Meridiana, Binario Vivo e Cinema Teatro Nuovo organizzano con lo scopo di portare a Pisa artisti fortemente rappresentativi della scena della World Music nazionale.

Ad inaugurare l’edizione 2019/2020 saranno Sabato 23 novembre I Fratelli Mancuso, il duo di cantori siciliani che da decenni rappresenta la punta di diamante della musica d’ispirazione etnica in tutto il mondo. Enzo e Lorenzo Mancuso, oltre a un’intensa attività discografica e concertistica sono da anni impegnati nella produzione di musiche per il grande cinema internazionale e per il teatro. Le loro collaborazioni spaziano da artisti del calibro di Emma Dante a musicisti affermati come Enrico Rava. Nel 2017 è stata loro assegnata la laurea Honoris Causa dall’Università di Messina per i loro meriti artistici. I Mancuso terranno un workshop di canto nei saloni di Mondostazione DLF (Piazza della Stazione, 16) sabato 23 pomeriggio dalle 15.00 alle 17.00, prenotazioni al numero 392 6204561 e la sera alle 21.00 sul palcoscenico del Cinema Teatro Nuovo daranno vita a quello che rappresenterà uno dei più importanti eventi culturali a Pisa dell’anno, il recital “Un Canto Essennziale”. Prenotazioni al numero 392 3233535.

Dopo il grande successo di pubblico dell’anno scorso, si è scelto di continuare l’esperienza di Calendario Popolare continuando nelle intenzioni della prima edizione, e far convergere a Pisa il meglio del panorama della musica popolare Folk e World italiana.

Francesco Salvadore
Organizzatore e Ufficio Stampa Calendario Popolare +39 392 6204561 francescosalvadore2@gmail.com

LA PALLA AL PIEDE

LA PALLA AL PIEDE

“LA PALLA AL PIEDE” di Georges Feydeau

Georges Feydeau (Parigi 1862-1921) è comunemente riconosciuto come il maestro del vaudeville un genere che nacque in Francia alla fine dell'800. Questo teatro di puro divertimento mette in scena i difetti, le infedeltà coniugali e le piccole e grandi miserie dei nobili decaduti e della ricca borghesia parigina dell’epoca,ma Feydeau si distingue per il fine disegno psicologico dei suoi personaggi e la forza della sua satira che lo hanno avvicinato a Moliére.Ne “La palla al piede” Il protagonista è uno squattrinato barone mantenuto da una cantante di cabaret ma segretamente fidanzato con una ricca ereditiera,il fedigrafo riesce per un po' a destreggiarsi tra le due donne ma il giorno del fidanzamento ufficiale la situazione precipita con esiti tragicomici che coinvolgono tutti i personaggi della commedia invitati a vario titolo alla festa.

COMPAGNIA TEATRO STUDIO

Formatosi nel 1978 a Lucca, il gruppo ha al suo attivo più di trenta allestimenti teatrali con la regia del suo fondatore Roberto Birindelli .presidente per dodici anni della FITA Toscana,che annovera nel suo curriculum brevi ma significative esperienze di attore nel campo professionistico.. Dopo una prima fase che ha visto la realizzazione di testi classici il gruppo si è orientato verso un teatro moderno con opere di Strindberg, Fo, Vitrac, di Storey, Mrozek, Ionesco, Tardieu, Beckett, Pirandello, Giraudoux, Schmitt, A. Christie e un trittico di commedie riadattate, da film di W. Allen da R. Birindelli che è anche autore di “Van Gogh”, “Picnic”, “Reality show”, ”La zia d’America” e di “Puccini…vissi d’arte, vissi d’amore”, un testo rappresentato con successo per tre anni e vincitore del premio Città di Sarzana nel 2008. Gli spettacoli del T.S.sono stati rappresentati al Verdi di Pisa,al Giglio di Lucca e in altri importanti teatri della Toscana ed hanno partecipato a numerose rassegne nazionali riportando significativi riconoscimenti sia per la regia che per gl’ interpreti.Attualmente il gruppo sta preparando La locandiera da Goldoni.

(Mail T.S: robertobirindelli@alice.it) tel.3283326362

ASSOCIAZIONE DOTTORE PIETRO CICCOROSSI-PROGETTO UGANDA

Fondata da un gruppo di amici di Pietro con l’intento di ricordarne il suo nome, la sua attività professionale e il suo piacere di vivere,l’Associazione si pone principalmente i seguenti obiettivi:

1) sostenere la ricerca scientifica nel campo delle scienze mediche;

2) favorire l’applicazione e la diffusione dei risultati della ricerca scientifica

3) diffondere, soprattutto fra i più giovani, i principi di uno stile di vita sano e corretto. Nell’ambito del progetto UGANDA, l’Associazione appoggia l’opera di padre Paolino Tomaino, missionario comboniano, che opera in Uganda da più di cinquant’anni in particolare a favore dell’infanzia ma in genere per migliorare le condizioni spirituali e materiali della popolazione. L’esistenza di Padre Paolino si confonde con il desiderio, divenuto necessità e ragione di vita, motore interiore della sua esistenza, di aiutare gli altri, ed in particolare i bambini. A questo scopo è destinata la raccolta fondi per la costruzione di un centro cardiologico nell’ospedale di Kyamuhunga per la cura delle malattie cardiovascolari.

(Info: 3493942208 – 3284899813)

ANTIGONE A TRE

ANTIGONE A TRE

ANTIGONE A TRE

“All'interno delle mura di un appartamento, sotto a un letto sta nascosta la nostra eroina tragica, Antigone, sconvolta da una tragica morte, anzi da un tragico omicidio. Tre ragazze, tre coinquiline cercano di evitare di essere sfrattate, sfuggendo all'ira del proprietario di casa. “

Insomma dalle mura di Tebe alle mura di un piccolo appartamento, dal conflitto tra un Re e una paladina della giustizia divina a una lite tra coinquiline, dall'ingiustizia della legge umana all'ingiustizia della disumanità, è in questo contesto che la nostra autrice ha collocato la celeberrima Tragedia greca. “Antigone a Tre” riscrive e rielabora il grande classico di Sofocle cercando di scoprirne e immaginarne le tematiche in chiave contemporanea, permettendoci di sorridere e di giocare con una situazione che vede la sua origine nei principi di solidarietà umana e condivisione, ma che in realtà porta dietro di sé conflitti e sentimenti, spesso nascosti per mesi se non anni. Insomma, giocando con uno dei rapporti più importanti della nostra società: la convivenza tra coinquilini.

Testo di Isabella Covelli
Regia di Daniele Matronola
Prodotto da “Associazione Narkissos”
Interpreti Isabella Covelli, Sara Genovesi e Francesca Germanà

Lo spettacolo sarà alle ore 21:00
Mercoledì 19 Giugno
presso il Cinema Teatro Nuovo di Pisa

Biglietti
Intero: 10 euro
Ridotto 7 euro

Prenotazioni
393 3233535 teatronuovopisa@gmail.com
Oppure
3932839705
3473410956
antigoneatre@gmail.com

B I A N C O S U B I A N C O

B I A N C O  S U  B I A N C O

Bianco su bianco Commedia brillante

Scritto daAlessandra Bareschino, non iscritta alla SIAE, permette l’uso teatrale

Regia: Alessandra Bareschino

Aiuto regia: Cristina Morra

Produzione: L’Anello Compagnia Teatrale

Spettacolo consigliato a: Tutti

Durata: circa 70 min

Cast:

Sinossi

Bianco su Bianco è una commedia teatrale brillante, raffigura uno spaccato di vita quotidiana di tre amici, in accesa conversazione al riguardo di un quadro.

Nella versione che proponiamo, (da noi rivisitata), siamo nell’appartamento di Sergio in una città metropolitana, non ben definita alla fine degli anni ottanta.

Sergio, facoltoso medico appassionato di arte contemporanea, acquista, per una cifra stratosferica, uno strano dipinto del maestro Bertuccioni, di fatto una grossa tela bianca. L’amico Marco cerca di fargli capire che sulla tela non c'è nulla ma lui si ostina a vederci un quadro astratto fatto di linee cangianti (le trame della tela). Yvan, si trova suo malgrado a fare da "arbitro" subendo attacchi di ogni genere.

Nei 70 minuti di spettacolo, la conversazione sul significato dell'arte, si trasformerà in un continuo battibecco in cui emergerà il giudizio che uno ha dell’altro mettendo in discussione l'amicizia fra i tre.

M A C B E T H

M A C B E T H

Macbeth

Centro studi attori e comici Teatro del Ghigno in collaborazione col Teatro Nuovo propone il saggio finale del corso di recitazione livello avanzato condotto da Paola Maccario

“Macbeth “ libero adattamento della tragedia shakespeariana , regia Paola Maccario.

Trucco: Cristina Pancrazi

Lo spettacolo , con due cast differenti, vede in scena i personaggi di Macbeth e Lady Macbeth sdoppiati e triplicati per accentuare i vari passaggi emotivi dei personaggi durante lo svolgimento della tragedia. In sintesi l’opera racconta la disperata ascesa di un nobile che, da virtuoso e fedele al proprio sovrano, si trasforma in un mostro crudele che non si ferma di fronte a nessun ostacolo ed elimina fisicamente tutti i potenziali nemici, compresi amici e parenti. La spirale di sangue e violenza finisce però per distruggere lui stesso e la moglie la quale sempre lo appoggia nei complotti di corte. Proprio questa figura femminile, lady Macbeth, rappresenta la parte psichicamente malata dell’eroe, la perversa consigliera ed istigatrice che, alla stregua di un serpente velenoso, usa il marito come uno strumento per raggiungere il potere e soddisfare la propria cupidigia. Alcuni critici considerano il Macbeth come l’opera più misogina di Shakespeare in quanto l’aggressività dei personaggi femminili lascia turbati perché ribalta i canoni tradizionali che le raffigurano come portatrici di conciliazione e saggezza , al contrario Lady Macbeth utilizza il sotterfugio e la manipolazione psicologica. È la tragedia dell’ambizione, della crudeltà, in cui la cupidigia è un pozzo senza fondo che porterà all’autodistruzione .

“Le ambizioni umane sono tutte legittime tranne quelle per le quali si devono calpestare altre vite umane”, dichiarò lo scrittore Joseph Conrad.

Paola Maccario : attrice e comica, alterna il lavoro attoriale con la formazione , già docente all’accademia per professionisti “ Fonderia delle arti”diretta da Giampiero Ingrassia , fonda e dirige il centro studio attori e comici Teatro del Ghigno.

Tra gli innumerevoli lavori citiamo il film " Un'estate ai Caraibi" diretta da Carlo Vanzina al fianco di Gigi Proietti , a teatro con Giampiero Ingrassia , Marina Massironi , in televisione con Serena Dandini , Neri Marcorè, Lillo e Greg, Paola Minaccioni .

Interpretato da :

Barbara Passeri
Lucia Barlettani
Massimo Benga
Arianna Cortigiani
Camilla de Marco
Manuela Mariani

Federica Modafferi

Dario Napolitano
Giovanni Oligieri

Dorotea Pezzano

Eleonora Santorsa
Giacomo Tocco
Alfredo Turri
Pierluigi Zerbino

I F I G E N I A

I F I G E N I A

Ifigenia

La figlia sacrificata agli dei

Simbolo della prova più grande a cui un dio può sottoporre l'uomo, Ifigenia è una delle figure più tragiche del mito greco. La sua vicenda è stata narrata da molti poeti, che attraverso di essa hanno sottolineato ora gli aspetti drammatici e assoluti della religione, ora l'imprevedibilità della sorte umana

Il mito

Nei miti e nelle antiche tradizioni religiose accade spesso che una divinità sottoponga l'uomo a prove durissime, sia per conoscere veramente la sua fede sia per punirlo se ha commesso una colpa. Spesso il dio chiede all'uomo un sacrificio enorme, che ai nostri occhi può sembrare addirittura assurdo: pensiamo al Dio di Israele che chiede ad Abramo di immolare suo figlio Isacco.

Nel mito greco l'episodio più famoso che riguarda una prova di questo tipo vede protagonista Ifigenia, figlia primogenita di Agamennone, capo della spedizione greca nella guerra di Troia.

La flotta greca è ferma al porto di Aulide perché i venti contrari ne impediscono la partenza. Il sacerdote Calcante spiega che l'ira degli dei può essere placata solo se Agamennone sacrificherà sua figlia Ifigenia ad Artemide (la Diana dei Romani). Cosa accade a questo punto? Il mito e soprattutto la sorte di Ifigenia sono stati raccontati in diversi modi dai poeti greci e latini. Le differenti conclusioni dell'episodio danno alla vicenda significati simbolici diversi.

Ifigenia sacrificata: il potere assoluto della divinità

In quella che era sicuramente la versione più antica del mito, Ifigenia subisce la sorte più tragica. Il padre Agamennone la attira nel porto di Aulide con l'inganno, facendole credere di voler celebrare le sue nozze con Achille, ma una volta vestita con gli abiti nuziali della vergine la ragazza viene uccisa dallo stesso padre, che in tal modo soddisfa la volontà di un dio tanto assoluto quanto crudele.

Questa versione è narrata da Eschilo all'inizio della tragedia Agamennone: agli occhi di Eschilo il sacrificio di Ifigenia appare la causa che scatena l'odio di Clitennestra, madre della vittima, contro il marito Agamennone, e di qui tutte le orribili e tragiche vicende della famiglia. Ma per Eschilo l'episodio è anche il simbolo del potere assoluto della divinità sull'uomo, nonché della tragica scelta fra le ragioni della famiglia e dei legami di sangue e il bene della comunità (in questo caso la possibilità per i Greci di salpare verso Troia).

Anche il poeta romano Lucrezio, nel 1° sec. a.C., pone questa versione all'inizio del suo poema Sulla natura, ispirato alla filosofia laica e materialistica di Epicuro. Per Lucrezio il sacrificio di Ifigenia è simbolo della crudeltà a cui l'uomo giunge nel nome della religione, che diviene superstizione e strumento di potere politico, non fede serena e rassicurante.

Ifigenia salvata: l'imprevedibile sorte

Secondo un'altra versione, certamente più recente perché meno violenta, al momento del sacrificio Ifigenia viene sostituita da Artemide con una cerva. È infatti proprio per aver ucciso in precedenza una cerva a lei cara che Agamennone è stato punito da Artemide. La dea, tuttavia, dopo aver dimostrato il suo potere, salva la ragazza e ne fa una sua sacerdotessa.

Questa versione è il soggetto del dramma Ifigenia in Aulide di Euripide. Lo stesso autore rappresenta gli sviluppi della vicenda in un'altra tragedia, Ifigenia in Tauride. Dopo averla sottratta alla morte, Artemide trasporta Ifigenia nella lontana regione dei Tauri, in Asia, dove sarà sua sacerdotessa. I barbari Tauri, come usanza, uccidono nel tempio di Artemide tutti gli stranieri che giungono nella loro terra. Ma un giorno approda fra loro Oreste, il fratello di Ifigenia, in compagnia dell'amico e cugino Pilade: devono condurre ad Atene una statua di Artemide sacra alla città. Ifigenia non vedeva Oreste da quando questi era appena nato, ma dopo diverse peripezie i due si riconoscono. Ifigenia nasconde gli stranieri e alla fine riesce a fuggire dalla terra dei Tauri riportando ad Atene la statua sacra. Questa versione sottolinea l'imprevedibilità della sorte e delle vicende umane, nelle quali la verità e l'apparenza spesso si confondono fra loro traendo in inganno l'uomo.

INABILE CIRCUS di e con MICHELANGELO RICCI

INABILE CIRCUS di e con MICHELANGELO RICCI

Inabil circus

Il Laboratorio Permanente del Teatro dell'Assedio presenta un nuovo spettacolo scritto e diretto da Michelangelo Ricci, uno spettacolo che nasce come soggetto originale sul gruppo, un'esperienza che si misura proprio sulla composizione e all'allestimento di una nuova produzione, che veda professionisti, studenti e lavoratori impegnarsi in un laboratorio multidisciplinare gratuito per un vero spettacolo, una proposta culturale e scenica unica nel suo genere dove sarà proprio l'inabilità, la mancanza e il disagio a far da motore ad uno spettacolo dalle tinte comiche e grottesche, un circo spietato e giocoso che interpreta la vita di perdenti, rancorosi e forse ribelli...

ULISSE

ULISSE

Uno spettacolo tutto di bambini: inventato da loro, diretto da loro, recitato da loro (laboratorio teatrale bambini del DLF), aperto a tutti con ingresso GRATUITO

PLAUTO ALLE RADICI DEL COMICO

PLAUTO ALLE RADICI DEL COMICO

Plauto alle radici del comico

State zitti ed in perfetto silenzio e fate attenzione: chi vi dà l’ordine di ascoltare è il comandante degli istrioni, che vi invita a deporre le vostre chiappe in ordine sui sedili sia che siate venuti affamati oppure pieni fino agli occhi.(Poenulus, 3-6)

Il Prologo del Cartaginese rompe l’illusione scenica della quarta parete richiamando l’attenzione dell’indisciplinato e rumoroso pubblico romano del II sec. a.C. Allo stesso modo un capocomico fanfarone e due attori, si contenderanno sulla scena il favore del pubblico permettendo al pubblico di veder scorrere, di fronte ai loro occhi, le più emblematiche scene del teatro di Plauto, seme e origine di tutta la commedia moderna. Gli spettatori passeranno dalla beffa giocata al soldato fanfarone Pirgopolinice del Miles Gloriosus, ai comici equivoci fra Sosia e Mercurio che ha preso le sembianze del servo di Anfitrione nell’Amphitruo, all’amore senile di Lisidamo per Casina fino ai tormenti dell’avaro Euclione per il tesoro nella pentola dell’Aulularia e così via attraverso personaggi e situazioni delle ventuno commedie del poeta di Sarsina giunte fino a noi.

Drammaturgia Franco Farina

Di e con Paolo Cioni, Paolo Giommarelli,

Luca Orsini

Produzione Pesopiuma

7 MINUTI

7 MINUTI

Una vecchia e gloriosa azienda tessile viene comprata da una multinazionale. Sembra che non si preparino licenziamenti, operaie e impiegate possono tirare un sospiro di sollievo. Però... Però c'è una piccola clausola nell'accordo che la nuova proprietà vuole far firmare al Consiglio di fabbrica. Chiuse in una stanza a discutere, undici donne dovranno decidere se accettare la riduzione della pausa di sette minuti. Sette minuti sembrano pochi e la delegata del Consiglio di fabbrica all'inizio è la sola ad avere dei dubbi. Ma a poco a poco il dibattito si accende e ognuna delle donne dovrà ripercorrere pubblicamente la propria vita prima di arrivare al voto.

L'originale percorso di Stefano Massini nei territori del teatro politico e sociale lo riporta, in questo caso, sui binari di uno schema classico basato su un fitto dialogo a molte voci in una scena fissa. In "7 minuti" emerge la complessità della società europea di oggi: le undici protagoniste sono diverse per età, provenienza, esperienze di vita, paure e ossessioni; alcune più conformiste altre più ribelli.

WAITING FOR

WAITING FOR

Waiting for...

Perché fermarsi ad un singolo testo? Perché non provare a fare un viaggio?

E così abbiamo deciso di attraversare numerose drammaturgie, ambientazioni e personaggi; leggendo, interpretando, sviscerando; partendo da Shakespeare e arrivando a Molière, passando poi dai più moderni Samuel Beckett e Eugène Ionesco e arrivando infine ai più contemporanei e spesso crudi Stephen Adly Guirgis, Yasmine Reza e David Mamet E mentre facciamo tutto questo, ci rendiamo conto che il testo teatrale diventa un pretesto per lavorare sul palco.

Il testo teatrale è una scusa per attraversare, vivere, conoscere e restare sorpresi dai rapporti umani che si sviluppano tra i personaggi e/o più semplicemente tra gli attori che li interpretano. “Waitng for...” pone l'accento sull'idea che, questa volta, quello che interessa agli attori non è il testo scelto o la messa in scena, ma il viaggio compiuto per arrivare ad essa.

Regia Daniele Milano

In collaborazione conFederico Guerri

Produzione Figli di Priamo e ADA-Arsenale Delle Apparizioni

M A R I

M A R I

MARI

di

Tino Caspanello

Premio speciale della Giuria – Premio Riccione 2003

con

Cinzia Muscolino e Tino Caspanello

costumi: Cinzia Muscolino

scena e regia: Tino Caspanello

“Delizioso duetto musicale in dialetto messinese, dedicato dall’autore a coloro che amano senza parole, mentre vede prolungarsi un ripetuto breve addio, sulle rive del mare, tra un marito ansioso di restare solo a pescare e la moglie che continua a rinviare il rientro in cucina, riattaccando il discorso. Anche qui vibra una voce spasmodicamente interessata al linguaggio, che tende la rete invisibile di un sortilegio amoroso a imprigionare coi ritmi della sua partitura il movimento, legando le due figurine struggenti nel notturno marino.”

La Giuria del Premio Riccione

Un uomo e una donna, il mare; una lingua, quella siciliana, che non permette di esprimere tutte le profondità di un sentire, una lingua fatta di necessità quotidiane, che possiede solo il presente, dilatato nel testo sulla linea che separa mare e terra, su questo limite mutevole che attrae l’uno e respinge l’altra. “Mari” è quasi una partitura musicale nella struttura e nel suono delle parole accompagnate dal lento ritmo di un calmo mare notturno. Quante volte in riva al mare abbiamo parlato di Dio e del mondo, o del nostro pane quotidiano. E accade che l’uomo e la donna si parlano, non lo fanno quasi mai, e si sorprendono del loro parlare e anche del loro cantare insieme a quelle materie che solo se le conosci bene ti aiutano ad amare, anche senza la necessità di dirlo. E’ proprio per scoprire di quale materia siamo fatti che l’uomo invita la compagna a toccare il mare, quell’acqua scura che fa orrore e affascina allo stesso tempo, quell’elemento che ha permesso loro di parlarsi. E quando la donna, arrivata là apparentemente per caso, comincia ad avvicinarsi all’uomo che ama e che se ne sta solo a pensare sulla spiaggia, ecco che i due sciolgono finalmente i nodi che nessuna lingua potrà mai sciogliere, in parole che nessun suono potrà mai restituirci.

UNA STORIA DIVERSA

UNA STORIA DIVERSA

Giunto ai due terzi della sua stagione teatrale, il Cinema Teatro Nuovo concluderà martedì 16 aprile questo lungo ciclo, prima della pausa pasquale, con Una storia diversa, spettacolo a cura di Carlo Scorrano. Gli appuntamenti riprenderanno domenica 28 aprile con Mèlange à trois, terzo spettacolo della rassegna Il Circo va a teatro.

Scritto diretto e interpretato da Carlo Scorrano di Binario vivo, lo spettacolo si ispira liberamente a “La Buona Novella” di Fabrizio de André, album a sua volta tratto dalle letture dei Vangeli Apocrifi, che raccontano la vita di Gesù Cristo da un punto di vista insolito ma mai banale.

Spettacolo recitato e musicato, Una storia diversa si arricchisce della preziosa collaborazione di Gabriele Finzi e Pietro Anastasi, della compagnia Policardia Teatro, e delle musiche a cura del gruppo TerraccutizZ e del coro Enrico Pappalettere del liceo Ulisse Dini di Pisa, diretto dal maestro Giuseppe del Vecchio.

Ci sono storie alle quali siamo abituati, sono storie che ci spiegano il mondo, che lo plasmano in modo netto e che a volte ci condizionano in modo pervasivo. Ma se queste storie fossero una costruzione?

Se fossero andate diversamente? Possiamo provare a scrivere un’altra storia, a cantarla e suonarla, quella di una persona che ha lottato e protestato contro gli abusi del potere, contro i soprusi dell’autorità, in nome di un egualitarismo e di una fratellanza universali. Si chiamava Gesù di Nazareth e da molti è considerato un rivoluzionario.

CARLO LEVI CRISTO SI E'FERMATO A EBOLI

CARLO LEVI CRISTO SI E'FERMATO A EBOLI

Carlo Levi. Cristo si è fermato a Eboli

regia Andrea Mancini

da un’idea di Gianluca Rosucci

con

PAOLO GIOMMARELLI e SILVIA BAGNOLI

e la partecipazione straordinaria di

DANIELA MACCARI “prima ballerina di Lindsay Kemp”

Dopo il grandissimo successo delle anteprime di “CARLO LEVI. CRISTO SI E’ FERMATO A EBOLI”, lo spettacolo da un’idea di Gianluca Rosucci, scritto e diretto da Andrea Mancini, arriva al Teatro Nuovo di Pisa, giovedì 28 marzo alle ore 21. Pisa perché parte dei suoi attori sono proprio pisani, insieme a Silvia Bagnoli, brava attrice di origine empolese, ci sono infatti Paolo Giommarelli, che sarà Cralo Levi, e Daniela Maccari, la grande ballerina, musa ed erede dell’ immenso Lindsay Kemp. Sarà senza dubbio un evento da non mancare, con in più le splendide musiche tratte da “Song for Israel” di Riccardo Joushua Moretti, il grande compositore e direttore (tra l’altro per sette anni al Teatro Bolshoi di Mosca) che a Pisa è cresciuto, interpretando – tra l’altro – il Giacomo Puccini nel film di Paolo Benvenuti.

Lo spettacolo è un articolato insieme di musica, teatro, danza, che ripercorre all’indietro gli anni del confino nella parte più arcaica della Basilicata, fino alla successiva scoperta della Sicilia, e del Sud tutto, che Levi lega al resto dell’Italia attraverso la sua figura d’intellettuale, filosofo, meridionalista. Uno spettacolo intenso, portavoce di speranza e rinnovamento, per raccontare la partenza e il ritorno, la scoperta e il mistero.

ALIGIN DI MALEBOLGE

ALIGIN DI MALEBOLGE

ALICHIN DI MALEBOLGE

Di e con ENRICO BONAVERA

Regia di Christian Zecca

Lo spettacolo è stato creato per il festival Dante2021, nell’ ambito delle annuali Celebrazioni Dantesche a Ravenna. Si tratta di un monologo. Chi parla ed agisce è Alichino, un diavolo dei Malebranche che, inseguendo Dante e Virgilio, a suo dire colpevoli di aver fatto cadere lui e il suo compagno Calcabrina nella pece bollente, finisce fuori dall’ Inferno e si perde nel mondo dei vivi. Racconta così le sue peripezie , che l’hanno visto per otto secoli accompagnarsi a compagnie di teatranti vagabondi e reincarnarsi di volta in volta negli interpreti della maschera di Arlecchino. Ora è finalmente tornato a Malebolge, grazie ad una seduta spiritica, ma ai ‘reduci’ il ritorno a casa riserva sempre molte sorprese. Molte cose sono cambiate. Anche l’Inferno non è più quello di una volta. Dove sono finiti i Dannati ? Dove quella bella puzza rassicurante ? Dove fiamme e pece? In un’ora e mezza scoppiettante, in un dialetto falso/lombardo-veneto, Bonavera indossa le vesti di questo ‘povero diavolo’, furioso, ingenuo, stralunato, e pasticcione, divertendosi a giocare con la fantasia nel mondo della Commedia dantesca, in un viaggio esistenziale pieno di avventure paradossali, comicità ma anche di tanta poesia.

PER I SOCI

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LABORATORIO DI CUNTU E TAMMURA

LABORATORIO DI CUNTU E TAMMURA

Le arti tradizionali cuntu, cantu, tammuru, paranza per un Teatro di Narrazione Siciliano Contemporaneo

EPICA FERA

EPICA FERA

EPICA FERA cunti

da Horcynus Orca

Epica Fera è una riscrittura/cuntu di alcune parti del romanzo “Horcynus Orca” di Stefano D’Arrigo. Racconta il tema continuo e ricorrente di tutto il romanzo: lo scontro/incontro tra la fera (il delfino) e la comunità dei pescatori (i cariddoti/pellisquadra).

I Cunti, che girano tutti intorno a tale tema, riportano la trame continue della lotta per campare ed affermare la propria identità e resistenza, dove i delfini contendono con i pescatori il dominio del mare in una battaglia continua, su tutti i fronti.

RACCONDINO

RACCONDINO

“Raccondino” con Dino Abbrescia raccondino dino abbrescia

Regia di Susy Laude , Direzione artistica Manuel Bozzi, Visual Concept Olivander, Musiche originali di Alfa Romero e Andrea Guzzoletti

Prodotto da Associazione Culturale AUROOM

RACCONDINO è uno spettacolo autobiografico, comico, cosmico, tragicomico… tragicosmico! Lo spettacolo nasce dal desiderio di Dino di raccontare se stesso attraverso i propri personaggi. Figure fantastiche incredibilmente premonitrici spesso drammaticamente reali che si accavallano alla vita personale, che si ancorano al passato, al vissuto.

I racconti di Dino partono dalla sua Bari, dalla sua infanzia in cui sembra quasi normale condividere la camera da letto con le nonne. La sua famiglia è umile e dura di quell’indurimento tipico di chi deve tirare avanti con dignità, rispetto e sacrificio. Dino cresce tra valori solidi impartiti dal padre poliziotto, un po’ di terrena ambizione, altrettanta impeccabile educazione e sogni. Sogni di rock’n’roll. Quei sogni sani, belli, romantici che guardano in faccia la sfrontatezza ma anche le difficoltà degli anni ’80. Fino alla scoperta della tromba, della musica e del teatro, in veste di tecnico e poi all’improvviso sul palco in sostituzione di un attore impossibilitato a terminare la tournée. Conosceva ogni battuta e si lanciò. E da quella sostituzione non è più sceso dal palco.

La vita professionale di Dino si accavalla comicamente a quella tanto lontana del padre. Inizia una lunga carriera da finto poliziotto in serie amatissime come La Uno bianca, Distretto di Polizia fino a Squadra Antimafia. Un destino beffardo che lo mette alla prova nell’interpretare tutto ciò che ben conosce, che ha vissuto da bambino. I suoi “raccondini” hanno il sapore del passato e attingono a spaccati di vita vera. Ci racconta quando sua madre imponeva al marito poliziotto che rincasava con lo zio, anch’egli poliziotto, di smontare le pistole e riporle in cima ad un armadio al rientro dal lavoro. Perchè le cene finivano troppo spesso a vino e liti…e le armi era meglio tenerle lontane.

La vita privata di Dino si accavalla a quella dei suoi personaggi, avviene inconsciamente e involontariamente in una danza divertente dai toni sempre accesi, “tragicosmici” appunto! Come quando interpretando un medico incontrerà la sua finta compagna nella fiction, che diventerà vera nella vita. Anche lei attrice. Dalla loro unione nascerà un bimbo che stravolgerà loro la vita. Gli aneddoti divertenti scivolano e si intrecciano in una narrazione mai scontata, dove il buon umore e l’ottimismo parlano barese stretto. Dove le paure ci sono ma ci si ride sopra.

A fatica si distingue il reale dall’immaginario in una Bari che non fa sconti a nessuno, in una terra dove la tavola, la casa e la famiglia valgono più di ogni altra cosa. Questo percorso individuale è rappresentato attraverso una scenografia composta da elementi tecnici, tecnologici e di modernariato Una sorta di macchina del tempo, o meglio un “non luogo” dove il passato e il presente si alternano permettendo a Dino di muoversi attraverso le sue memorie, confortevoli e non. Vecchie radio, antichi televisori, strumenti analogici a braccetto col digitale. Strumenti più simili a strane diavolerie che ad oggetti reali. Dino riesce a rendere spassosi ma anche grotteschi i piccoli gesti sicuri che albergano nel suo cuore, nella sua tromba, nel diario segreto di un giovane ormai cresciuto.

Lo spettacolo è un viaggio in cui la finzione e la realtà si fondono in un unico racconto come è accaduto a Dino in tutta la sua vita. Un viaggio personale ma supportato in scena da preziosi cammei di amici attori e autorevoli colleghi videoproiettati sul palco. Un viaggio precario che mette in discussione il ruolo dell’attore, dell’artista costretto a manovrare i fili di se stesso entrando e uscendo dai propri personaggi.

PORRAJMOS

PORRAJMOS

PRESENTAZIONE DELLO SPETTACOLO " PORRAIMOS"

PREMESSA

Negli anni tra il 1939 e il 1945, nel corso della guerra scatenata da Hitler per conquistare l'Europa, il nazismo sterminò tra i cinque e i sei milioni di ebrei. Fu una lunga notte della ragione in cui furono uccisi interi nuclei familiari. L'olocausto si estese anche a minoranze invise al nazismo perchè considerate "non pure". Tra queste i Rom e i Sinti che noi chiamiamo impropriamente zingari, considerati una razza inferiore, assassinati, deportati in campo di concentramento, sottoposti ai lavori forzati e allo sterminio. Almeno 500.000 rom e sinti innocenti subirono questo sterminio.

PORRAJMOS vuol dire "devastazione" e insieme al termine Shoà e Olocausto indica quel orribile angolo di storia che vide persone come noi pagare con la vita la propria diversità.

E' dunque importante per i giovani conoscere e riflettere su questi fenomeni anche per evitare che nel futuro si possano replicare.

La proposta di Porrajmos nasce dalla convinzione che la conoscenza è la base di ogni comprensione della tolleranza.

OBBIETTIVI:

  1. promuovere la conoscenza approfondita di un fatto storico poco studiato;
  2. facilitare l'acquisizione di atteggiamenti positivi verso culture altre;
  3. promuovere processi d'integrazione centrati sul confronto critico e il rispetto;
  4. educare alla diversità di ognuno inteso come mero essere umano facente parte della medesima razza;
  5. fare riflettere sul concetto di discriminazione, base iniziale per un sempre possibile e già avvenuto genocidio;
  6. suscitare sentimenti di solidarietà umana.

CONTENUTI:

Il racconto parla, attraverso la bocca di un attore di teatro, di alcune fasi della discriminazione dei Rom e Sinti, soffermandosi in particolare sul periodo della Shoah. La recitazione si alterna ad alcuni canti, su quella realtà e quegli anni, interpretati dal coro di "Controcanto Pisano". Sono lette anche alcune poesie Rom che, successivamente, potranno essere strumento condiviso con gli studenti. Scene teatrali e/o video documenteranno ancora questa terribile realtà storica.

TRAINSPOTTING

TRAINSPOTTING

TRAINSPOTTING

di Irvine Welsh, versione Wajdi Mouawad

traduzione Emanuele Aldrovandi

costumi Chiara Amaltea Ciarelli

drammaturgia scenica Festa, Di Giacomo, Bellocchio, Cardinali

Regia di Sandro Mabellini

La società s’inventa una logica assurda e complicata, per liquidare quelli che si comportano in un modo diverso dagli altri. Ma se, supponiamo, e io so benissimo come stanno le cose, so che morirò giovane, sono nel pieno possesso delle mie facoltà eccetera eccetera, e decido di usarla lo stesso, l’eroina? Non me lo lasciano fare. Non mi lasciano perché lo vedono come un segno del loro fallimento, il fatto che tu scelga semplicemente di rifiutare quello che loro hanno da offrirti. Scegli noi. Scegli la vita. Scegli il mutuo da pagare, la lavatrice, la macchina; scegli di startene seduto su un divano a guardare i giochini alla televisione, a distruggerti il cervello e l’anima, a riempirti la pancia di porcherie che ti avvelenano. Scegli di marcire in un ospizio, cacandoti e pisciandoti sotto, cazzo, per la gioia di quegli stronzi egoisti fottuti che hai messo al mondo. Scegli la vita. Beh, io invece scelgo di non sceglierla, la vita. E se quei coglioni non sanno come prenderla, una cosa del genere, beh, cazzo, il problema è loro, non mio. Come dice Harry Lauder io voglio andare dritto per la mia strada, fino in fondo…

La storia di T è la storia di quattro ragazzi e una ragazza.

Mark Renton, disoccupato come la maggior parte dei giovani scozzesi della sua generazione, ha trascinato nella confusione e nella dedizione ad ogni tipo di droga i suoi amici d'infanzia.

Sick Boy, un appassionato di cinema e sciupafemmine, Begbie, un pericoloso outsider sempre alla ricerca della rissa, Tommy, un seguace del bodybuilding, e Alison, fidanzata di Sick Boy, che cerca di conciliare la sua dipendenza dalla droga con il suo ruolo di madre. Per ingannare la noia, i personaggi rubano, e si distruggono di eroina, tutti tranne Tommy, che vive un'altra forma di dipendenza.

Perché abbiamo deciso di realizzare adesso questo spettacolo, visto che il film di Danny Boyle è nella testa di tutti, e che recentemente è stato rinnovato con il sequel (T2)? Per mettere in scena persone che l’uomo medio non vuole vedere; perché i personaggi di questo romanzo ci costringono a farci domande sul funzionamento della nostra società. I personaggi di T passano il tempo fuggendo le loro responsabilità: non lavorano, ricevono sussidi di disoccupazione che spendono in droghe e alcool, perché la realtà della vita non li interessa. Al di là della questione della definizione di identità, onnipresente in scena, è la questione della dipendenza.

Sandro Mabellini – regista

Vive e lavora tra l'Italia e il Belgio. Si diploma come attore alla Scuola di Teatro di Bologna; si perfeziona come regista con Luca Ronconi al Centro Teatrale Santa Cristina e come performer con la Societas Raffaello Sanzio. Si specializza come regista sugli autori contemporanei, tra cui: Joel Pommerat, Jon Fosse, Davide Carnevali, Martin Crimp, Albert Ostermaier, Patrick Marber. Vince il premio di produzione al Napoli Teatro Festival con Tu (non) sei il tuo lavoro, di Rosella Postorino, e con Casa di bambola di Emanuele Aldrovandi; vince inoltre il premio di produzione al Festival I Teatri del Sacro con Stava la madre di Angela Dematté.

CONCERTO E CENA SOCIALE DI E CON NANDO CITARELLA

CONCERTO E CENA SOCIALE DI E CON NANDO CITARELLA

Sabato 19 gennaio

Nando Citarella (Campania)

Nando Citarella, già da giovanissimo attore alla Corte di te Eduardo De Filippo, autore di musiche da film per grandi registi italiani (Wertmuller, ecc...), personaggio televisivo e radiofonico, impareggiabile cantante, è da circa trent'anni protagonista assoluto della musica folk e world campana, la maggior parte dei quali alla guida della nota compagine I TAMBURI DEL VESUVIO.

Sarà, al DLF di Pisa, curatore di un seminario su canti e tamburi tradizionale vesuviano, di una conferenza "a quattro mani" con la ricercatrice campana Maria Piscopo sul tema del rapporto fra la musica e la danza tradizionali e il "colto" napoletano, e protagonista di SOLO, un concerto in cui, in perfetta solitudine, ripercorrera' le tappe fondamentali della sua straordinaria carriera.

Seminario di Ugo Dighero

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MISTERO BUFFO con Ugo Dighero

MISTERO BUFFO con Ugo Dighero

"Mistero buffo"

di Dario Fo

con Ugo Dighero

"Il primo miracolo di Gesù bambino" e "La parpaja topola" sono due popolarissimi racconti creati dalla vulcanica fantasia del nostro premio Nobel per la letteratura Dario Fo.

Appartengono a quel meraviglioso contenitore denominato "Mistero buffo" la cui ricorrente caratteristica più evidente è la scelta del linguaggio.

Dario Fo, riprendendo la tradizione dei comici dell'arte, costretti dalla "Controriforma" a inventare un simil-francese, un quasi-spagnolo, un semi tedesco, per recitare nei paesi europei durante loro fuga dall'Italia, propone il suo gramelot personale, mescolando dialetti nordici, parole arcaiche e suoni onomatopieici.

Il linguaggio così inventato possiede una capacità comunicativa impressionate che riesce a toccare direttamente l'anima degli spettatori utilizzando l'ironia e l'iperbole come strumenti preferiti.

"Il primo miracolo di Gesù bambino" è tratto da uno dei vangeli apocrifi e ci descrive un Sacra Famiglia di un'umanità inconsueta e toccante.

"La parpaja topola", tratta da un fablieux medioevale francese, propone, come accade nel film Forrest Gump, una efficacissima metafora sull'idiota.

Giavanpetro, giovane capraio, riuscirà, con la sua semplicità, la sua tenerezza e la mente priva di malizie, a conquistare la ragazza più bella del paese nonostante le trappole che il mondo cinico pone sul suo cammino.

Dighero ce ne propone una sua personale versione dando vita ad una vertiginosa galoppata teatrale in cui il moderno giullare deve riuscire ad interpretare tutti i personaggi delle vicende, visualizzare le ambientazioni e far percepire allo spettatore gli odori e le sonorità dei luoghi del racconto.

Una splendida scommessa per un attore!

BUON NATALE A TUTTI

BUON NATALE A TUTTI

E' Natale per tutta l'umanità di ogni razza e colore:

BUON NATALE A TUTTI

UN NATALE MULTIETNICO PER TUTTI

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BEFANA MULTIETNICA ANNO 2019

BEFANA MULTIETNICA  ANNO 2019

Pino Masi in concerto: CAPITO?

Capito ?!

PINO MASI IN CONCERTO!

Sì, proprio lui che per noi ha sempre suonato e cantato da solo in acustico anche in osteria e per strada !

Te mettilo tra le luci di un teatro, prima un'ora in acustico seguito dalle luci in mezzo al pubblico che canta in coro con lui tutte le sue vecchie canzoni e, dopo, un'ora in elettrico sul palco con tutti i nuovi brani anche inediti ed il contributo sonoro dei suoi migliori amici musicisti pisani che intervengono con i loro strumenti !

Questo si che davvero è un evento da non perdere !

É la ciliegina sulla torta di cinquanta anni di musica

alternativa a Pisa ! É una cosa storica, epocale !

Ne parleranno i libri anche tra cinquanta anni, di questo concerto, come ora parlano di quando Pino fondò il

Canzoniere Pisano cinquanta anni fa !

Accorreranno i più colti studiosi e giornalisti e una nuvola di radio e televisioni, ci saranno speciali servizi sui social e, grazie a Carlo Raffaelli e a Luca Doni, forti del loro recentissimo prezioso libro su Pisa e la musica, avremo un perfetto monitoraggio critico dell'evento !

Aiutateci a promuovere!

CONDIVIDETE questo post !! ! ! ! !

FATE SAPERE A TUTTI E NON MANCATE ! ! ! ! !

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PINO MASI IN CONCERTO

PINO MASI IN CONCERTO

Pino Masi

TUTTO...

Si può dire di tutto, su Pino Masi che è stato la voce ufficiale di Lotta Continua e attore nel "Ci ragiono e canto" per RaiDue direttamente scelto da Dario Fò, che ha musicato il "12 Dicembre" di Pier Paolo Pasolini, che era amico di Fabrizio De Andrè il quale amava molto alcune delle sue canzoni, che ha pubblicato dopo anni di ricerche musicologiche "Alla ricerca della madre mediterranea", un album importante nella world music contemporanea.

Dal suo curriculum non si discute lo spessore dell'artista e neppure della persona che negli anni ottanta/novanta si è dedicata anche al giornalismo d'inchiesta in Sicilia in parallelo col compianto Mauro Rostagno ed ha partecipato ad esemplari azioni pacifiste sia in Afganistan che in Iraq dove, offrendosi in ostaggio a Saddam Hussein assieme ad altri quindici giovani pacifisti, riuscì in cambio a convincerlo a liberare e lasciar tornare alle loro famiglie centocinquantuno lavoratori occidentali, alla vigilia della Guerra del Golfo del '91, restando a cantare per i bambini delle scuole elementari di Bagdad fino al giungere dei missili americani.

Ci troviamo dunque di fronte ad un uomo molto particolare, come particolare è stato il suo destino negli ultimi vent'anni da quando ha deciso di procurarsi gli spicci per la sua creativa sopravvivenza suonando sul Duomo e nelle osterie e nelle piazze di Pisa: così dai tempi di Omero - ti dice - vive un cantastorie !

Si, la sua voce è talmente bella e calibrata e potente che, cantando l'Italia vera, il Masi è riuscito a cavarsela con tre figli a carico 'anche dividendo la mancia col cameriere', come ama dire. Dal duemila le sue uscite discografiche ufficiali sono pochissime, solo autoproduzioni preziose come "S'av"a Scialari!" del 2015, che lo stesso Masi rivende nel suo peregrinare in città.

Non mancano su di lui saporiti aneddoti, come quando nel 2004 raggiunge Riotorto per godersi il concerto in pineta dei Folkabbestia, li conosce e ci fa amicizia, canta loro le sue nuove produzioni nel backstage e Lorenzo Mannarini (voce della band barese) si innamora di Perdindirindina, brano inedito del Masi, e lo invita a Bari per collaborare. C'è un video su Youtube con una stupenda intervista a Pino sul tetto della sala prove dei Folkabbestia.

Oggi Pino ha passato i settant'anni e vive in una casa tra i boschi vicino Péccioli, con i suoi amici animali, ancora immerso in tanti progetti tra cui il teatro musicale con, urgente, la vocazione a portare in scena "JustLove" sulla vera natura drll'eros, ideazione e creazione a cui sta lavorando da anni.

Più di mezzo secolo fa, nel 1966, a vent'annni, Pino girava per Pisa come ora con chitarra e voce conoscendo i più attenti ed appassionati nuovi protagonisti della politica cittadina che, proprio in quel periodo, iniziavano a partorire idee che presto, nel febbraio del 1967, sono confluite in quelle 'Tesi della Sapienza, stilate nell'Università occupata, che sono fondamento l'anno dopo, il 'sessantotto, all'occupazione di tutte le Università italiane in contemporanea a quelle del maggio francese ed alla nascita in Italia del possente movimento degli studenti.

È in questo contesto che, giá sul finire del 1966, Pino Masi fonda il Canzoniere Pisano con altri giovani poi divenuti importanti personaggi della pisanità come Riccardo Bozzi, futuro direttore per tre decadi del Teatro Verdi di Pisa, Piero Nissim, teatrante ed artista poliedrico, autore di alcuni brani dell'epoca, e la contralto Lydia Nissim, poi gioielliera cesellatrice in argento favorita e corteggiata da Liz Taylor.

È a tutti evidente che dal 1967 in poi Masi vive in quello che lui stesso definisce, riferendosi al leggendario 'sessantotto, “un vertice/vortice della storia”. Posso affermare con certezza che da quel vertice/vortice Pino non è mai uscito ed ha invece condizionato ogni sua scelta ai principi, spesso rifiutando il “successo” commerciale, cambiando molte volte vita, costruendo una famiglia in mezzo a una foresta.

C'è in tutto questo, a mio parere, la condizione ed il motivo per aiutarlo, celebrando così la sua storia particolarissima di artista e sostenendo con la vostra firma la sua richiesta per ottenere la pensione Bacchelli, riservata ai cittadini illustri in stato di necessità.

Chi lo vorrà ascoltare e vederlo sul palco del Cinema Teatro Nuovo di Pisa venerdì 14 dicembre avrà modo di firmare la petizione e rivivere dal vivo, dalla sua voce, un'epoca che è ormai storia e che sarà bello rileggere in chiave diversa e forse più matura.

( Fulvio Navone )

13 GOL DALLA BANDIERINA

13 GOL DALLA BANDIERINA

ETTORE CASTAGNA

TREDICI GOL DALLABANDIERINA

Tredici gol (veramente) segnati dalla bandierina fra il 1974 e il 1981 sono la metafora e la parabola di una giovinezza. Quella di un ragazzo che sogna vita, musica e rivoluzione rivolgendosi alla figura mitica di Massimeddu (Massimo) Palanca, leggendaria ala sinistra del Catanzaro.

Un’intera comunità, da sempre ai margini della vita nazionale, vive le gesta sportive del proprio idolo come un momento di riscatto. Per molti Palanca diviene il piccolo Mao-TzeTung del tiro a effetto, l’ala sinistra di sinistra, il leader capace di far sognare. Con lui cerca un dialogo irreale Vito Librandi, il protagonista, parallelamente immerso nel grande movimento giovanile di quegli anni.

È la Rivoluzione vista e sognata dalla provincia, in un misto di ironia e surrealtà. L’epoca in cui tutto si discute e si trasforma, in una luce irregolare e travolgente: l’amore, la politica, l’impegno civile, la libertà sessuale.

Un’immagine inedita e molto contemporanea di un Sud spesso considerato solo periferia.

Un racconto agrodolce sulle illusioni e le disillusioni di una generazione nel quale la vita di alcuni compagni di liceo e gli eventi calcistici della loro squadra si fondono in un equilibrio bello e imperfetto.

Che non potrà durare.

Ettore Castagna (Catanzaro 1960), è antropologo, insegnante, musicista e scrittore. Tra le sue numerose

pubblicazioni ricordiamo il romanzo Del sangue e del vino(Rubbettino, 2016) e il saggio Sangue e onore in digitale(Rubbettino, 2010).

Vive e lavora a Bergamo. Il suo sito è www.ettorecastagna.it

«Alla fine ci ho messo una pezza. Dopo il primo quadrimestre ci ho messo una bella pezza. Mia madre ha letto la pagella e poi ha preso la cucchiara del sugo e me l’ha spaccata sulle spalle. Ahia dolura! Io non ho detto più manco acca».

UN EROE SUL SOFA'

UN EROE SUL SOFA'

AL

CINEMA TEATRO NUOVO

DOMENICA 25 NOVEMBRE ORE 17

Un eroe sul sofà

di e con Andrea Brunetto, Max Pederzoli, Alessio Pollutri

sguardo esteriore Mario Gumina

costumi Titta Caggiati, Elisabetta Menziani

luci Massimo Calvaresi, Sebastiano D’Agostino

immagini e scenografia Biro

Uno spettacolo tragicomico in cui la solitudine di un uomo sarà raccontata attraverso il mimo, il tip tap, la giocoleria, l’acrobatica, il rumorismo e la musica. In un’epoca di sfiducia, alienazione, disfattismo, la storia di un eroe che ha perso i suoi poteri e vaga tra le mura domestiche in compagnia di un cane antropomorfoun fantasma.

C’è stato un tempo in cui super Cosimo fu l’uomo più forte del mondo. Anni di voli stellari e imprese mozzafiato, salvataggi eroici e corse all’impazzata tra le stelle, anni in cui tutto gli era possibile, come fosse invincibile. Poi un bel giorno perse tutti i suoi poteri, nulla più riusciva a fare e si rinchiuse in casa ad aspettare…

Compagnia Madame Rebinè (Circo Teatro)

La compagnia Madame Rebiné è nata nel 2011 a Toulouse maturando un progetto iniziato a Torino nel 2007 dall’incontro di Andrea Brunetto, Max Pederzoli e Alessio Pollutri presso la scuola di circo Flic.

È nata cosi una compagnia fondata sull’amicizia che al di-là delle tecniche utilizzate e degli obiettivi artistici fa del teatro un gioco con cui divertirsi e dar qualità alla propria vita (…e poi chissà, magari anche a quella degli altri…).

Madame Rebiné racconta storie impregnate di una profonda coscienza ironica che gli permette di giocare con le debolezze dell’essere umano senza mai mancargli di rispetto. Convinta che le più grandi libertà nascano dall’accettazione dei propri limiti ha fatto della risata il proprio logo e della poesia lo strumento con cui trasmettere la fiducia in tutto ciò che di bello c'è nel mondo.

MAREA

MAREA

Sabato 17 novembre

Enza Pagliara e Dario Muci (Salento)

Enza Pagliara e Dario Muci, attivi sulla scena da circa vent'anni come solisti e componenti di numerosi e prestigiosi progetti, sono fra i massimi protagonisti del movimento musicale che ha riportato in auge la musica salentina come fenomeno che travalica il ristretto ambito della musica folk. Al DLF di Pisa presenteranno l'ultimo loro lavoro discografico, MAREA, una pubblicazione che li vede alle prese con una magistrale reinterpretazione del repertorio più autentico e genuino della tradizione musicale di Tterra d'Otranto. L'evento è patrocinato dalla Associazione Pugliesi di Pisa, e vede contribuire alla cura del momento conviviale numerose aziende produttrici di genuini alimenti pugliesi.

I MUSICANTI DI BREMA

I MUSICANTI DI BREMA

I Musicanti di Brema - dalla favola dei Fratelli Grimm

Ogni animale è un piccolo mondo e non importa se sia moro o biondo, se sia senza unghie o gli manchi un dente, se sia zoppo o non udente. Se sia alto, bello, grasso, se abbia la testa dura come un sasso. Se sia sempre stanco o agitato, se sia peloso o pelato. Se sia senza un’ala oppure perfetto o se abbia un qualche altro difetto, che magari non si vede però ce l’ha… L’importante è che se stanno in compagnia gli animali come le note fanno una melodia. Varia, ricca, con anche più speranza, di chi sta chiuso solo nella sua stanza.

Di e con: Marco Cantori

Musiche e canzoni: Diego Gavioli e Marco Cantori

Oggetti di scena: Nives Storci

Produzione: Teatro Perdavvero

Età: 3-7 anni

Durata: 45 minuti

La trama

I protagonisti di questa favola sono un asino zoppo, un cane sdentato, un gatto senz’unghie ed un gallo con un’ala rotta che, rifiutati dai padroni per via dei loro “difetti”, decidono di partire per la città di Brema dove vogliono farsi assumere dall’orchestra musicale cittadina. Durante il viaggio, in mezzo al bosco, s’imbattono nella casa dei briganti, dentro alla quale intravedono una tavola piena di cose buone da mangiare. Ma prima di sfamarsi bisogna liberarsi dei briganti e l’unico modo per riuscirvi è quello di collaborare insieme. Gli animali così raggiungono il loro scopo e trovandosi bene insieme si fermeranno a vivere nella loro nuova casa.

DANZE DEL SUD: la danza meridiana

DANZE DEL SUD: la danza meridiana

CORSI DI YOGA PER TUTTE LE ETA' E TUTTI I GUSTI

CORSI DI YOGA PER TUTTE LE ETA' E TUTTI I GUSTI

MUSICA POPOLARE: Tamburo Meridiano

MUSICA POPOLARE: Tamburo Meridiano

LABORATORI TEATRALI

LABORATORI TEATRALI

CALENDARIO POPOLARE:Rassegna di musiche e culture dai territori

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TUTTI I LABORATORI DI MONDOSTAZIONE PER LA STAGIONE 2018/2019

TUTTI I LABORATORI DI MONDOSTAZIONE PER LA STAGIONE 2018/2019

La narrazione del sintomo

La narrazione del sintomo

Seminario su COSTELLAZIONI FAMILIARI A MOSAICO

Seminario su 
COSTELLAZIONI FAMILIARI A MOSAICO

LA TEMPESTA DI W. SHAKESPEARE

LA TEMPESTA DI W. SHAKESPEARE

La Tempesta

di William Shakespeare

Seconda produzione del “Teatro della Comunità Pisana” (DLF) dopo il successo de “I Figuranti” liberamente ispirato all’opera di José Sanchis Sinisterra, andato in scena il 2 febbraio 2018.

La tempesta è una storia che vive un tempo preciso, scandito, è “come se Prospero misurasse attento la sabbia che nell’accumulo di una stessa quantità si versa e riversa da una parte all’altra dell’ampolla nel gesto della ripetizione. Quasi la ripetizione fosse la sostanza stessa della vita. Ma ecco che d’un tratto il tempo statico dell’isola si rovescia in temporale, e l’azione prende l’avvio. Non accade così nella vita di ciascuno? Nella durata di un tempo lento e immoto, che potremmo immaginare eterno, quasi un dormiveglia, d’un tratto irrompe il tempo qui e ora di emergenze interiori improvvise, travolgenti... Sono le nostre tempeste”

La Tempesta ci porta su un’isola magica dove fantasia e realtà si compongono in un mondo dove il dolore e la violenza sono presenti ma esorcizzati da grazia e saggezza, dove una natura animata da occulte presenze svia e ricongiunge i destini dei protagonisti sotto l’abile e benevola regia del vecchio Prospero.

Spodestato dal ducato di Milano, dopo aver vissuto in esilio dodici anni in un’isola deserta con la figlia Miranda, con il selvaggio Caliban e lo spirito Ariel, usa i suoi poteri magici per scatenare una tempesta, far espiare al re di Napoli e al fratello Antonio le loro colpe e riacquistare il ducato perduto. Non prima di aver propiziato il matrimonio della figlia con Ferdinando, figlio del re di Napoli.

Dedicato a tutti coloro ai quali è capitato, capita, capiterà di trovarsi in una Tempesta che travolge le esistenze, ma ridà senso alla «passione del vivere».

Gli attori della commedia sono i partecipanti al gruppo teatrale “In Viaggio”del “Teatro della Comunità Pisana”.Persone comuni che, con le loro storie di vita, le loro differenze di età e luoghi di origine, danno forza a quello che è un laboratorio e un gruppo di teatro che amatorialmente si mette in discussione e si cimenta nel portare in scena un’opera tanto bella, quanto complessa.

Conduzione laboratorio di Carlo Scorrano e Raissa Brighi.

Regia diCarlo Scorrano

Con Adrienn Borbèly, Alessandro Coppo, Andrea Savino, Angelina Palmieri, Chiara Bologna, Fabiano Gaita, Federica Jackeline Pagani, Francesca Vaccaro, Gabriele Licata, Giovanna Piccione, Ismaeel Dawood, Luca Poli, Mario Russo, Susanna Nigro.

INFO E PREVENDITA AL 3473661211. Prezzo biglietto: Adulti euro 10, ragazzi sotto 14 anni euro 7

Nelle serata di spettacolo la vendita dei biglietti avrà luogo a partire da un’ora prima l’orario di inizio.

Nei locali del Cinema Teatro Nuovo, la sera dello spettacolo, sarà esposta una selezione di opere tratte dal progetto fotografico “In Between”di Alessandro Puccinelli, fotografo pisano che ad oggi divide principalmente il suo tempo tra la Toscana, Lisbona lavorando su progetti commerciali e personali, e la costa meridionale del Portogallo, dove spesso si rifugia nel suo camper in cerca di intimità con l’oceano.

QUESTO FALLACE QUOTIDIANO VIVERE

QUESTO FALLACE QUOTIDIANO VIVERE

Presentazione

Sabato 19 Maggio alle ore 17, nel salone Mondostazione del Dopolavoro Ferroviario di Pisa, verrà presentato un libro di poesie del poeta ex homeless Giovanni Lecci: “Questo fallace quotidiano vivere”

Questa piccola raccolta di poesie è la dimostrazione che la speranza non è una parola vuota!

La speranza in questo caso si associa all'opportunità.

L'occasione di una vita diversa a Giovanni la da l'incontro con la realtà di Mondostazione e del suo Centro Culturale Polivalente Multietnico del Dopolavoro Ferroviario. Un incontro che permette a Giovanni di trovare solidarietà, scoprire e riscoprire la sua vena intimistica.

Nasce così il primo libro di poesie prodotto da Mondostazione , “L’emarginazione in poesia” in cui il poeta apre la sua anima straziata e offesa . A ciò si aggiunge l'occasione dell'esperienza del Teatro della Comunità di Marco Di Stefano che lo rendono più sicuro e certo del percorso che vuole intraprendere.

Il risultato è il suo nuovo libro di poesie edito e presentato dalla casa editrice “Carmignani Editrice” ed introdotto da Francesco Parri , Presidente della Caritas di Casciavola

Ognuno di noi può essere Giovanni, un invisibile a cui viene data un'opportunità per tornare ad essere persona. Spesso perdiamo il valore dell'essere persona ed essere persona diversa

Biografia di Giovanni Lecci

Giovanni Lecci è nato a Livorno nel 1945, il 21 di Giugno per la precisione. Più o meno un anno prima della Repubblica Italiana.

Nonostante fosse il terzo di nove figli, non gli è mai mancato l’amore di mamma Argentina, donna di grande energia che riusciva ad essere il faro della casa, nonostante lavorasse come infermiera all’ospedale di Livorno.

Papà Pietro era un uomo severo, di grande moralità. Lavorava come Ispettore alla Carlo Erba: lavoro che lo faceva stare tutto il giorno fuori di casa ma che, tuttavia, non gli impedì di trasmettere i suoi sani principi al figlio Giovanni: amore e solidarietà dei quali la guerra appena finita era stata maestra.

Come in tutte le famiglie di allora, i rapporti di parentela erano molto forti e questo gli permise di frequentare la casa dello zio paterno, Antonio, noto avvocato di Livorno.

Giovanni amava suonare il piano, faceva della scultura e della pittura ed inoltre scriveva poesie, cosa che per lui è diventata una ragione di vita. Anche sua madre suonava il piano e si dilettava nella poesia.

Dopo il liceo classico il giovane Giovanni decise di perfezionare gi studi di filosofia con la teologia ed entrò in un monastero di benedettini a Roma, dove restò tre anni fino alla chiamata per il servizio militare obbligatorio.

Quelli erano i tempi della ricostruzione del dopoguerra. Giuseppe, l’altro zio, aveva un impresa edile e gli affari andavano a gonfie vele. Quindi, al rientro dal militare, Giovanni entrò nella ditta dello zio, imparò a mettere mattone su mattone, ad intonacare, ad imbiancare e a lavorare di stucco: in poco tempo imparò il mestiere di lavoratore edile.

Fino ad allora le cose erano andate bene ed il tempo era trascorso tranquillo tanto è che colse l’occasione di mettersi in proprio mettendo su una ditta tutta sua. A quell’epoca Giovanni aveva 26 anni e decise di fare il “grande passo” e quindi prese moglie sposando Luciana, più grande di lui di tre anni ma della quale lui si era follemente innamorato essendo questa una donna, non solo bella ma, essenzialmente, sensibile e buona: la felicità era entrata in casa sua ma essa durò solo due anni poiché alla felice nascita della prima figlia Angelica ben presto ne seguì la morte per un male incurabile. durato appena sei mesi.

Fu un duro colpo per entrambi i coniugi che si ripresero solo dopo oltre un anno quando decisero di mettere al mondo un seconda figlio: nacque così Maria Rosa portando loro di nuovo la felicità. Durò solo sette anni questa condizione: furono sette anni di amore e di tranquillità, di spensieratezza e di giochi, specie per la bambina che spesse volte andava a giocare a palla in giardino seguendo, però i consigli della madre che si raccomandava di essere prudente, di non uscire dal cancello e di non allontanarsi da casa.

Ma il destino volle colpire ancora duramente la coppia: in assenza del padre, approfittando di un attimo di disattenzione di Luciana, la bambina aprì il cancello ed uscì rincorrendo la palla nella strada. Un camion, sopravvenuto improvvisamente e ad alta velocità, l’investì ed uccise. Giovanni, che stava rientrando dal lavoro in quel momento, assistette impotente ed inorridito alla scena. La moglie, richiamata dal clamore delle persone accorse a sua volta, uscì di casa per vedere l’accaduto e solo allora si rese disperatamente conto che la vittima era proprio la sua piccola Maria Rosa. I suoi urli richiamarono il marito che, già sotto schock, svenne.

In conseguenza di questo ulteriore evento drammatico Giovanni fu colpito da una fortissima depressione: si lasciò andare fino a desiderare la morte.

Naturalmente tutto questo si ripercosse pure sulla sua attività lavorativa che andò in crisi anche per la concorrenza della manovalanza di immigrazione. Giovanni si ritrovò quindi allo stesso tempo con una famiglia distrutta ed una situazione economica negativa che da allora lo perseguita e non gli permettere di vivere una vita decente.

Ora sono passati molti anni ma un grande dolore lo affligge sempre e non gli da pace : e la sua disperazione è alleviata solo dalla sua poesia e, ultimamente, da una compagna, Tiziana, che lo ama e comprende condividendone la sorte: ricerca di cibo per sopravvivere e di un posto riparato per dormire.

Attualmente l’amministrazione comunale di Pisa ha concesso a Giovanni di coabitare in un appartamento per un periodo non ancora ben definito: speriamo in un futuro migliore.

IL POVERO PIERO

IL POVERO PIERO

La ricerca va a teatro con “Il Povero Piero” della compagnia “Il Canovaccio” per BNL Telethon

Il sodalizio tra teatro e ricerca propone una nuova iniziativa di valore culturale: l’11 maggio alle ore 21:00 presso il Cinema Teatro Nuovo in piazza della Stazione a Pisa, Gruppo BNP Paribas e la Fondazione Telethon, in collaborazione con il Teatro della Comunità Pisana del Dopolavoro Ferroviario di Pisa, promuovono l’iniziativa solidale della rappresentazione de “Il Povero Piero”, commedia in tre atti di Achille Campanile, messa in scena dal gruppo teatrale “Il Canovaccio”, con la regia di Giuseppe Raimo.

Un appuntamento con la solidarietà e la cultura per sostenere la raccolta fondi a favore di Telethon e della ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare, alcune delle quali oggi curabili grazie a metodi innovativi, frutto della professionalità e dedizione di medici e ricercatori, vanto dell’Italia nella comunità scientifica mondiale. Parte dell’incasso infatti sarà devoluto a Telethon per la ricerca sulle malattie genetiche.

Il Gruppo Teatrale "Il Canovaccio”, nato nel gennaio del 1989 dall’idea di Giuseppe Raimo, fa teatro di qualità attraverso varie forme di preparazione e perfezionamento. La scrupolosa formazione degli attori e dei registi, l'attenzione al "gruppo", e le forme di sperimentazione operate costantemente in tutti questi anni, hanno permesso alla compagnia di produrre e portare in scena numerose opere teatrali di diverso genere. In questi anni "Il Canovaccio" si è aggiudicato importanti premi a testimoniare l'alta qualità delle produzioni sia da un punto di vista prettamente interpretativo sia da un punto di vista scenografico e di cura dei particolari. Di seguito la sinossi dell’opera in scena:

POVERO PIERO!!! In fondo non è che una semplice esclamazione, una frase comune che può essere pronunciata da chiunque. Semplice… tanto semplice da divenire una banale frase di circostanza. Se poi la collochiamo in una situazione come quella di un funerale, l’esclamazione “Povero Piero”, risuonando di bocca in bocca con un’eco assordante , finisce per perdere il senso che racchiude, svuotata del suo sentimento iniziale. Quel “Povero Piero” diventa un Piero povero perché privato di qualsiasi riguardo sincero nei suoi confronti e la vuota frase titola l’atmosfera di leggerezza in cui viene ipocritamente ricordato il defunto!

Achille Campanile, inventore di un umorismo volto al paradosso e all’assurdo, prende spunto da questa situazione e, giocando sui “qui pro quo”, sugli equivoci, sulle assonanze di parole e sugli scambi di significato, aggredisce la realtà e la deride evidenziandone le contraddizioni e le assurdità.

L’autore riprende una frase comune e la inserisce nella commedia con l’intento di ricostruire, attraverso una serie di battute che piovono a raffica sulla scena, i vari luoghi comuni del quotidiano. Con un turbinio di parole che si incrociano, si scontrano, si incontrano, delinea ogni personaggio con le proprie fissazioni e particolarità …. E quando lo spettacolo sembra giunto alla fine, un evento imprevisto mette in crisi la solida costruzione della norma, delle regole e dei luoghi comuni, disarmando e disorientando protagonisti e spettatori portando questi ultimi a pensare che forse tanto povero Piero non è!

Per prendere parte alla serata è possibile prenotare i biglietti presso l’agenzia Bnl di Corso Italia 141 a Pisa: 12 euro per il biglietto a prezzo intero e 10 euro per il ridotto (ragazzi under 16, universitari, tesserati F.I.T.A.). Verrà rilasciato un coupon per il ritiro del biglietto direttamente presso il teatro.

Per maggiori informazioni è possibile contattare il numero 3357789075 o consultare il sito www.canovaccio.it

MATCH D'IMPROVVISAZIONE TEATRALE

MATCH D'IMPROVVISAZIONE TEATRALE

MATCH D'IMPROVVISAZIONE TEATRALE

ALL - STARS

UNA BREVE DESCRIZIONE DELLO SPETTACOLO

AdA - Arsenale Delle Apparizioni

in collaborazione con ARESTeatro

presenta

MATCH D'IMPROVVISAZIONE TEATRALE

ALL - STARS

otto gli occhi e il fischio severo di un irreprensibile (e cattivissimo) arbitro, due squadre formate dai migliori improvvisatori italiani si contenderanno la vittoria improvvisando su temi e con stili presi direttamente dalla millenaria storia del teatro e della letteratura e da quella, un po' meno millenaria, del cinema e della televisione.

Il "Match d'Improvvisazione" fa dell'inventiva e dell'immaginazione il suo fuoco d'artificio ed è, non a caso, lo spettacolo teatrale più rappresentato al mondo. Uno show sospeso tra teatro e sport in cui il pubblico avrà l'arduo compito di scegliere il vincitore e, in molti casi, anche l'andamento delle storie rappresentate.

LA STRORIA DEGLI ORSI PANDA RACCONTATA DA UN SASSOFONISTACHE HA UNA RAGAZZA A FRANCOFORTE

LA STRORIA DEGLI ORSI PANDA RACCONTATA DA UN SASSOFONISTACHE HA UNA RAGAZZA A FRANCOFORTE

VERE STORIE DI MIGRANTI

VERE STORIE DI MIGRANTI

CONFERENZA SULLA REALTA' DELLA MIGRAZIONE RACCONTATA DA UN PROTAGONISTA ERITREO A TUTTI GLI ALUNNI DELLE SCUOLE SUPERIORI DI PISA

LE CICOGNE NERE

LE CICOGNE NERE

Abdelfetah, migrante e attivista eritreo si racconta

«Catania la mia città, qui ho realizzato i miei sogni»

CRONACA – Lavora all'Unhcr come mediatore culturale e studia Scienze del servizio sociale all'Università etnea. Non conosce la sua vera data di nascita. Per potersi realizzare ha dovuto compiere un lungo viaggio. Lo racconta nel suo libro Le cicogne nere, che èin libreria dal 7 dicembre 2017

Abdelfetah Mohamed. Non è questo il suo nome, in realtà. O meglio, non lo era fino a quando non è sbarcato in Italia. Se l'è scelto da solo. Abdelfetah non sa nemmeno quanti anni ha con esattezza e, per rispondere alle domande della burocrazia italiana, ha deciso anche la sua data di nascita. Insomma, Abdelfetah si è scelto un destino quando, da un'Eritrea tormentata dalla dittatura e dalla guerra, è fuggito in Sudan, poi dal Sudan alla Libia, infine dalla Libia all'Italia. Adesso ha scelto di raccontare questo destino in un libro. Le cicogne nere (Istos Edizioni), volume curato dal giornalista del Fatto quotidiano Saul Caia, sarà in libreria dal 7 dicembre. Frattanto Abdelfetah ne racconta a MeridioNews alcuni sprazzi

IL SALENTO A PISA

IL SALENTO A PISA

Non c'è popolo senza musica e non esisteva avvenimento che non fosse consacrato ad essa: si legava alla magia e alla religione, al lavoro e alla festa, all'amore e alla morte; curavai mali fisici e dell'animo. L'umo, attraverso la musica, comunicava la propria esistenza e presenza ed esprimeva sentimenti e desideri difficilmente avvetati nel linguaggio quotidiano. Attraverso documenti scritti, audiovisivi e musica dal vivo, Massimiliano Morabito e Giancarlo Paglialunga vi guideranno in un percorso fatto di canti, storie, e sacconti della cultira agropastorale salentina con l'intento di analizzare e rivalorizzare le antiche funzioni della musica folclorica legate sopatutto alla cura di se e della comunità di appartenenza.

MASSIMILIANO MORABIRO: racconti organetto e armonica a bocca

GIANCARLO PAGLIALUNGA: voce e tamburo

L' 'ASSIURAZIONE di Giancarlo Peluso

L' 'ASSIURAZIONE di Giancarlo Peluso

Patèma in du' strazi di Giancarlo Peluso:

"L'astuzia degli uomini è infinita; quella delle Società Assicuratrici pure ..." Con questa commedia si apre un nuovo filone nell'opera di Giancarlo Peluso. Infatti, qui, i personaggi sono mutati rispetto alle precedenti commedie. Invece dei simpatici componenti la famiglia Sbrana: Cesira, Colomba, Arturo ecc.. (ormai noti a Pisa e in tutta la regione), lo spettatore si trova alle prese con un nuovo nucleo familiare, quello di Rutilio Zizzoli, povero diavolo contornato dalle figure divertentissime della moglie Matilde, un pò scemòtta, della suocera arcigna Ardelia, del suocero credulone Nestore, di un amico un pò tonto (Beppino) e un altro (Osvaldo) che lo vogliono raggirare e una vistosa vecchia fiamma (Olga)e con un assicuratore malcapitato in mezzo a tanta dabbenaggine. Sono personaggi coinvolti in una tentata truffa ai danni di una società assicuratrice che, ovviamente, finisce nel nulla, non prima, però, di aver dato modo ai personaggi di sciorinare tutta una serie di battute, gags, mimiche che riescono a divertire lo spettatore, senza tralasciare quel soffio di bonaria umanità che, nelle commedie del Peluso, si eleva al di sopra delle sottili e talvolta ingenue cattiverie degli uomini.

I FIGURANTI

I FIGURANTI

I figuranti

Regia di Carlo Scorrano

‹‹Chi sono quegli esseri anonimi e oscuri che il drammaturgo scaraventa con indifferenza nell’arena dell’azione? Senza neanche scomodarsi a dare loro un nome, una caratterizzazione, una voce.

Li fa ciondolare come imbambolati per la trama; masse opache, ombre che vagano vicino all’incandescenza degli altri, i veri figli della fantasia dell’autore: i protagonisti. Entrano ed escono generalmente inerti, come piccole meteore trascinate dal passaggio folgorante di una cometa: eterno seguito, corteo, accompagnamento, comparsa nobile e plebea, cortigiani o popolo... Non importa: niente li redime dalla loro esigua identità, dal loro quasi non essere.

Quale maggior spregio su un palcoscenico che passare inosservati, che ostentare l’anonimia?

Il loro destino implacabile è l’oblio, ma non già nel finale, quando cala il sipario, bensì quasi dalla prima apparizione, dato che la loro presenza non esige altro rimedio che elevarsi alla frontiera dell’assenza. Presenza precaria e molte volte plurale. Sono soliti rassegnarsi a essere testimoni muti delle grandi azioni e ragioni che gli altri, i veri personaggi perpetrano e intraprendono in piena impunità.

Tuttavia accade a volte che le comparse si ribellino. Queste figure grigie, sbiadite, quasi senza volto e dal ruolo esiguo decidono all’improvviso di fermare la rappresentazione, di controllare la distribuzione dei ruoli, di discutere sull’opera e di porsi il grande quesito: che fare?››

José Sanchis Sinisterra (autore)

A tutti i popoli, a tutte le persone che non verranno scritte nei libri di storia ma che con la loro presenza, la loro vita, la Storia l'hanno fatta.

Carlo Scorrano (regista)

Gli attori della commedia sono i partecipanti al gruppo teatrale “In Viaggio” del Teatro della Comunità Pisana del Dopolavoro Ferroviario di Pisa. Persone comuni che con coraggio si cimentano nel raccontare storie.

SWEET CHRISTMAS spettacolo di danza, canto e musical

SWEET CHRISTMAS
spettacolo di danza, canto e musical

Un bellissimo spettacolo che è il risultato del duro lavoro annuale della scuola di danza "Proscaenium" sotto la direzione artistica di Laura Silo:

Notizie su Laura Silo direttrice della Scuola di danza Proscaenium

Laura Silo si diploma come danzatrice presso l'Accademia Nazionale di Danza di Roma, conseguendo anche il diploma di specializzazione per l'insegnamento della tecnica accademica. Studia flamenco e danza spagnola, sostenendo gli esami per la Sociedad de Baile Espagnol patrocinata da Luisillo ed entra a far parte della Compagnia La Cueva, partecipando con essa a numerosi spettacoli nella capitale.

Si perfeziona frequentando, annualmente, corsi speciali a Sevilla, presso la Escuela de Manolo Marin, a Madrid presso la prestigiosa Escuela Amor de Dios, dove studia con Paco Romero, Manuel de Reyes ed insegnanti di fama come Carmela Greco e La China.

Come danzatrice classica e moderna partecipa a rassegne e manifestazioni estive, danza inoltre nella coreografia creata da Micha Van Hoeche per il Teatro Verdi di Pisa ed alla trasmissione televisiva Premiatissima su Canale 5.

All'attività di danzatrice alterna quella di insegnante e coreografa: insegna modern-jazz allo I.A.L.S. di Roma, danza classica alla Petite Etoile di Roma, danza classica e contemporanea alla scuola A. Vespa di Civitavecchia, danza classica, contemporanea e modern-jazz alla Holiday di Pisa, dal 1990 al 2000 dirige ed insegna danza classica, modern-jazz e flamenco allo STUDIO DANZA del Pisa Sport Club e nel Settembre 2000 fonda l'Associazione Culturale Proscaenium che si presenta come Accademia delle Arti dove sono previste, oltre alla danza, molteplici discipline tra le quali: teatro, musica e canto, balli latino-americani, seguite da altrettanti insegnanti qualificati.

Dal 1998 insegna flamenco presso il Centro Artistico Papillion di San Giuliano Terme.

Come coreografa partecipa a numerosissime manifestazioni: X e XI Festival Internazionale delle scuole di danza di Castiglioncello, tutte le edizioni della Festa della Danza ideata dal coreografo M. Van Hoecke e realizzata presso il Teatro Verdi di Pisa, Concorso Nazionale Coreografico Premio Genzano D'Oro (Roma), Concorso Internazionale Graffiti (Modena), coreografa per il Glory Ballet nella stagione 1996-1997 all'House of Glory (discoteca Boccaccio). E' recentissimo il successo delle giovanissime del corso modern-jazz che, nell'ambito della manifestazione "jazz e dintorni" organizzata presso il Castello Pasquini di Castiglioncello, hanno ottenuto l'assegnazione di una borsa di studio per la partecipazione del luglio 2000 ai numerosi stage svoltisi a l'Isola d'Elba. Prepara inoltre le giovani allieve per l'ammissione ai corsi dell'Accademia Nazionale di Danza di Roma e per l'ammissione ai vari corsi di perfezionamento per giovani ballerini.

Nel 1996 fonda la Compagnia di baile flamenco La Rosa Negra curandone le coreografie e con la quale, oltre a a partecipare a tournee estive in tutta la Toscana, prende parte ad una trasmissione televisiva messa in onda da Canale 5 "Beato tra le donne". Dal 1998 balla nel gruppo di rumba flamenca Algazara curandone le coreografie, da quest'anno entra a far parte della compagnia di tango argentino Garufa Tango. Avvia inoltre una stretta collaborazione con il coreografo pisano Michele Arena, fondatore della compagnia "Effetto Parallelo" e prende parte con essa alla tournee estiva dal titolo "Tauromagia" che la porta in tutta Italia.Canale".

Cartellone 2017/2018 del TEATRO DELLA COMUNITA' PISANA

Cartellone 2017/2018 del TEATRO DELLA COMUNITA' PISANA

Presentazione del Cartellone della stagione 2017-2018 del Teatro della Comunità Pisana

del Dopolavoro Ferroviario di Pisa

Il Teatro della Comunità Pisana è nato come conseguenza di una esperienza altamente positiva iniziata nell’ottobre del 2011 e finita nel dicembre del 2013 realizzata con il regista Marco Di Stefano ed il suo Teatro della Comunità. Abbiamo così continuato questa esperienza trasformandola (adattandola alle esigenze del territorio pisano e delle sue compagnie teatrali, popolari e scolastiche) nell’attuale Teatro della Comunità Pisana.

E’ nata così la Nuova Stagione del Teatro Nuovo che, negli anni successivi, si è concretizzata con la Rassegna Teatrale della Pisa Popolare, la Stagione del 2016-2017, entrambe con notevole successo di pubblico, ed ora con il presente programma 2017-2018. Programmi tutti ispirati al concetto di dare visibilità ed opportunità a quelle attività teatrali messe in scena sia da compagnie locali, che da scuole di danza, di aggregazioni di giovani, di comprensori scolastici e di gruppi musicali.

Apriamo così la stagione sabato 16 Dicembre 2017 con un simpatico thriller in due atti “Un delitto perfetto” messo in scena dalla Compagnia Teatro Studio sotto la regia di Roberto Birindelli: L’autore sviluppa la trama del thriller con continui colpi di scena nei quali le certezze di prima si rivelano fasulle un attimo dopo e quando il caso sembra risolto si arriva alla scena finale che lascia lo spettatore in pieno dubbio. Un giallo quindi che si muove ispirandosi alla migliore tradizione classica del genere.

Il venerdì 22 Dicembre 2017 seguirà “Sweet Christmas” (spettacolo di danza, canto e musical) con gli allievi della scuola di danza Proscaenium diretti da Laura Silo ormai ospite annuale del Teatro della Comunità Pisana.

Naturalmente non potevano mancare le produzioni dello stesso Teatro della Comunità Pisana sotto la regia del bravo Carlo Scorrano, organizzatore e regista di ben tre commedie della presente stagione nonché dei laboratori per grandi e piccini in corso al Dopolavoro ferroviario i Pisa:

Venerdì2 Febbraio 2018 con“I FIGURANTI” andrà in scena unacommedia liberamente tratta dall’opera di Josè Sanchis Sinisterra: gli attori sono i partecipanti al gruppo teatrale “In Viaggio” del Teatro della Comunità Pisana. Persone comuni che con coraggio si cimentano nel raccontare storie.

Venerdì 9 Febbraio 2018 un lavoro di una scuola di danza che per la prima volta si cimenta al Teatro Nuovo con una Rassegna amatoriale di danza classica: “Ballando con i coriandoli”. Il Centro di Scienze Motorie, con la regia di Giulia Grigatti, presenta una rassegna di danza classica rivolta alle bambine più piccole per regalare loro un’esperienza ricca di emozioni vivendo la danza lontano dalla competizione.

Venerdì 16 Febbraio 2018 l’Associazione culturale Il Gabbiano presenta una performance di teatro-musica-poesia-danza “Oltre quella porta” (duplice spettacolo alle 11 ed alle 21) ideata da Daniela Maccheroni e con la regia di Daniela Bertini: Lo spettacolo nasce da tre quadri dell’artista pisana Daniela Maccheroni, che, esposti, prenderanno vita durante lo spettacolo, intersecandosi ad uno spettacolo dell’Associazione Il gabbiano ‘Versus, le stagioni della follia’, che ha debuttato al festival Italia-Francia di Mende nel 2008.

Venerdì 2 Marzo 2018 non poteva certo mancare la ultra famosa BRIGATA DE’ DOTTORI che presenta “L’assiurazione”: patèma in du' strazi di Giancarlo Peluso: L'astuzia degli uomini è infinita; quella delle Società Assicuratrici pure. Con questa commedia si apre un nuovo filone nell'opera di Giancarlo Peluso. Infatti, qui, i personaggi sono mutati rispetto alle precedenti commedie. Invece dei simpatici componenti la famiglia Sbrana: Cesira, Colomba, Arturo ecc.. (ormai noti a Pisa e in tutta la regione), lo spettatore si trova alle prese con un nuovo nucleo familiare, quello di Rutilio Zizzoli, povero diavolo contornato dalle figure divertentissime della moglie Matilde, un pò scemòtta, della suocera arcigna Ardelia, del suocero credulone Nestore, di un amico un pò tonto (Beppino) e un altro (Osvaldo) che lo vogliono raggirare e una vistosa vecchia C

Venerdì 6 Aprile 2018 ritorna un lavoro di Daniela Bertini , Daniela Maccheroni ed Antonella Cenci, “Il teatro della vita”, sempre in duplice spettacolo, però alle 17 ed alle 21. In questa opera le scene si susseguono senza arrestarsi, finisce un atto ed il sipario si riapre subito! la pittura affiora sugli attori, nelle scene, in tutto il testo teatrale dove i significati psicologici, onirici, umani si esaltano in un messaggio di amore e libertà.

Venerdì 20 Arile 2018 va in scena la Compagnia Nosodì diretta da Bernardo Mascellani (con un titolo da definire) che è un’associazione fondata da Franco Farina nel 2017 come naturale conseguenza di un incubatore teatrale, che ha visto come protagonisti vari attori usciti dall’esperienza teatrale del Liceo Dini di Pisa e dal Teatro Verdi di Pisa. L’obiettivo alla base è quello di creare uno spazio nel quale l’attività culturale possa inserirsi parallelamente ai percorsi di studio e di lavoro, adattandosi quanto più ad ogni esigenza, al fine di rispettare e valorizzare la persona sia nella sua attitudine, che nella sua componente artistica.

Giovedì 3 Maggio 2018 AdA - Arsenale Delle Apparizioni in collaborazione con ARESTeatro presenta Match d’improvvisazione teatrale ALL - STARS diretto da Federico e Margherita Guerri. Il "Match d'Improvvisazione" fa dell'inventiva e dell'immaginazione il suo fuoco d'artificio ed è, non a caso, lo spettacolo teatrale più rappresentato al mondo.

Venerdì 4 Maggio 2018 il Teatro della Comunità Pisana, con la regia di Carlo scorrano, andrà in scena 1,2,3 Cechov liberamente ispirato ai testi di Anton Cechov. E’ uno spettacolo semplice e piacevole, che vuole presentare personaggi e situazioni descritte da Čechov, un poeta e drammaturgo che ha immaginato la realtà fatta di infinite, latenti possibilità di vita, trasmettendo ad ogni lettore e spettatore il meraviglioso gusto del quotidiano.

Venerdì 24 Maggio 2018 con “Gli alunni in teatro” , dell’Istituto Comprensivo P.Borsellino di Navacchio, sul palcoscenico verrà presentata una composizione variegata di temi, che permetterà agli spettatori di alternare sorrisi e riflessioni in un viaggio immaginario tra le aule di una scuola che cerca sempre di più di stare al passo coi tempi complessi che viviamo.

La stagione teatrale si concluderà il giorno venerdì 25 Maggio 2018 ancoracon un’opera a cura del Teatro della Comunità Pisana e del suo regista Carlo Scorrano che presenterà La Tempesta di William Shakespeare. Gli attori della commedia sono i partecipanti al gruppo teatrale “In Viaggio” del Teatro della Comunità Pisana. Naufraghi e isolani che con coraggio si cimentano con le proprie ispirazioni. (Il Consigliere DLF alla Cultura Vittorio Citernesi)

Un delitto perfetto

Un delitto perfetto

COMPAGNIA TEATRO STUDIO

“UN DELITTO PERFETTO”

di George Deval

Il testo colpisce per il perfetto dosaggio della suspense; c’è un omicidio e un ispettore che indaga come nel più classico dei gialli ma la ricerca dell’assassino passa attraverso un’acuta analisi psicologica dei personaggi della vicenda tutti potenzialmente colpevoli che finiscono per essere al contempo vittime e carnefici. La trama di questa che possiamo a giusto titolo definire “commedia noir” si dipana in modo avvincente fin dalla prima scena che funge praticamente da prologo e nella quale c’è già il morto in scena, un ricco proprietario terriero rimasto invalido a causa di un incidente avvenuto durante una battuta di caccia grossa. Nella stanza c’è anche la moglie e subito dopo entrerà un misterioso personaggio attorno al quale si muoverà tutta la vicenda che vede coinvolti tutti i membri della famiglia del morto e l’amante della moglie ognuno con un movente per questo omicidio In effetti il defunto a seguito della sua invalidità si era incattivito ed aveva assunto atteggiamenti odiosi sia verso i familiari sia verso i dipendenti,inoltre si era anche reso responsabile di un incidente automobilistico nel quale aveva perso la vita un ragazzo della contea, naturale che fosse odiato da molte persone. L’autore sviluppa la trama del thriller con continui colpi di scena nei quali le certezze di prima si rivelano fasulle un attimo dopo e quando il caso sembra risolto si arriva alla scena finale che lascia lo spettatore in pieno dubbio. Un giallo quindi che si muove ispirandosi alla migliore tradizione classica del genere.

DIECI GIORNI CHE SCONVOLSERO IL MONDO

DIECI GIORNI CHE SCONVOLSERO IL MONDO

Passato, presente e prospettive future di un evento sociale che ha rivoluzionato la vita dei lavoratori di tutto il mondo

LA NUOVA ATTIVITA' DEL DOPOLAVORO FERROVIARIO DI PISA

LA NUOVA ATTIVITA' DEL DOPOLAVORO FERROVIARIO DI PISA

Lunedì 25 Settembre si inaugura a Pisa, presso i locali del DLF, piazza della stazione, l'attività annuale del Teatro della Comunità Pisana. L'anno associativo si apre all'insegna dell'impegno, alla luce della particolare ubicazione della struttura del DLF, a farsi agente concreto di riqualificazione e rinnovamento dell'area della città di Pisa intorno alla Stazione ferroviaria, nella convinzione che il contrasto al degrado e la tensione al cambiamento si muovano a partire dall'intervento sociale e culturale che si è in grado di mettere in campo.

Per quest'anno sociale 2017-2018, l'attività proposta alla cittadinanza, senza limitazione alcuna, con l'unico requisito del tesseramento annuale al DLF di Pisa e con una soglia di contributo volutamente popolare e accessibile, si articolerà in corsi e laboratori per adulti e bambini, così articolati:

Corso annuale di teatro per bambini e bambine delle scuole primarie, da ottobre a maggio, con cadenza settimanale il giovedi dalle 17.00 alle 18.00 e per ragazzi e ragazze delle scuole secondarie di primo grado dalle 15.00 alle 16.30 tenuti da Carlo Scorrano; Corso annuale di teatro per adulti principianti "Teatro in partenza", sempre il giovedì dalle 18.30 alle 20.30 e corso teatro adulti avanzato, "Teatro in viaggio", il lunedì dalle 19.00 alle 21.00, condotti da Carlo Scorrano;

Corso annuale di danze popolari del Centro-Sud Italia per bambini e bambine il mercoledì dalle 17.00 alle 18.00; corso stabile di Danze popolari del Centro-Sud Italia per adulti 1° livello, il mercoledì dalle 20.00 alle 21.30 e Corso stabile di Danze popolari del Centro-Sud Italia 2° livello, il martedì dalle 20.30 alle 22.00, condotti da Maria Piscopo;

Corso annuale di Percussioni popolari "1,2 e 3...boom!" e introduzione alla ritmica per bambini dai 6 ai 10 anni, il martedì dalle 17.00 alle 18.00, condotto da Francesco Salvadore; Corso annuale di Tamburi a cornice del Meridione per adulti, il martedì dalle 18.00 alle 20.00;

Lezioni individuali di Tamburi a cornice italiani e Canto popolare del Sud-Italia, insegnante Francesco Salvadore.

Accanto alla programmazione in sede, il Teatro della Comunità pisana propone progetti educativi nelle Scuole primarie e secondarie dei circoli didattici di Pisa e provincia e dei vicini territori delle province di Lucca e Livorno sul teatro e sulle danze e i canti della cultura popolare del sud italia.

CONVENZIONE LIBRERIA ATHENA

CONVENZIONE LIBRERIA ATHENA

Tutti gli iscritti al Dopolavoro ferroviario di Pisa avranno diritto nell'acquisto di libri ad uno sconto come dalla convenzione stipulata

L'OMBRA DEL FALCO Amore e Inganni alla corte di Federico II L'OMBRA DEL FALCO

L'OMBRA DEL FALCO
Amore e Inganni alla corte di Federico II
L'OMBRA DEL FALCO

“L’OMBRA DEL FALCO – Amore e Inganni alla corte di Federico II”

Lo spettacolo sara’ rappresentatoVenerdi’ 9 giugno alle ore 21 al Cinema Teatro Nuovo, Piazza della Stazione 1, a Pisa

A metterlo in scena sara’ laCompagnia TEATRALIA

Adattamento drammaturgico e Regia sono a cura daPatrizia Falcone

La scenografia si avvale delle istallazionidiDelio Gennai.

Luci e suono sono curati da Alessio Ceccarini

Interpreti: Giulia Pasquarelli, Edoardo Biancalana, Andrea Console, Francesco Lo Bello, Patrizia Falcone e John Favaro alla chitarra.

Note di regia :

Lo spettacolo L’OMBRA del FALCO (Amore e Inganni alla corte di Federico II) e’ una lettura contemporanea dell’epoca federiciana ispirata e tratta dall’opera di N. Saponaro “Bianca Lancia”, da Alda Merini e dagli scritti di Federico II. L’adattamento e la regia di Patrizia Falcone, vede coinvolti sulla scena cinque attori e un musicista. La chiave di lettura e’ tesa a mettere in risalto la modernita’ e lo spessore dei temi e dei protagonisti. La messa in scena, scarna ed essenziale, nella quale si alternano concerto letterario e scene di azione reale, si avvale delle suggestioni del materiale visivo proiettato su istallazioni, pannelli,e pareti. Il racconto si snoda in un ideale castello, presumibilmente Castel del Monte, le scene si avvicendano scandite da brani dal vivo di musica antica, mentre su tutta la narrazione aleggia un suono-rumore che proviene dal castello stesso, quasi fosse vivo. Tutto ruota intorno a Federico, Federico e’ il grande assente, il convitato di pietra. L’amore di Bianca, le trame e i tradimenti che si tessono in assenza di Federico, fanno emergere la sua figura dai racconti e dai sentimenti degli altri personaggi. Federico innovatore: lo studio della lingua, l’uso del volgare, la ricerca della lingua primigenia. Federico monarca illuminato: la promozione della scienza e della cultura laica, antesignano di una visione europea; ma anche Federico despota, Cesare spietato con i nemici. La voce di Federico diventa percepibile solo attraverso la voce corale dei suoi scritti in volgare. Federico e’ un’ombra di falco che vola alto sulle vicende della storia e degli uomini.

LA FORESTA DELL'AMORE E DELL'INGANNO

LA FORESTA DELL'AMORE E DELL'INGANNO

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COMPAGNIA TEATRO STUDIO

“LA FORESTA DELL’ AMORE E DELL’INGANNO”

(liberamente ispirato a “ LA FORESTA” di A. N.OSTROVSKIJ)

Adattamento e regia: ROBERTO BIRINDELLI

RAISSA PAVLOVNA GURMYZSKAJA-MARIELLA DESSENA

AKSINJA DANILOVNA-MARIA CRISTINA IMPAGNATIELLO

ARKADIJ SCASTLIVZEV- SILVIA PARENTI

ULITA:PAOLA MENCARINI

GHENNADIJ NESCASTLIVZEV- CLAUDIO ANDREOTTI

ALEKSEJ BULANOV- ALESSANDRO PINGITORE

IVAN PETROV VOSMIBRATOV- MASSIMILIANO BARSOTTI

PIOTR VOSMIBRATOV- VALERIO MARINO

EVGENIJ MILANOV- FILIPPO CASCINI

UAR BODAEV-FRANCESCO COSCI

KARP-GIUSEPPE NANNINI

Scena:Alessandro Meozzi-Costumi: laboratorio T.S.-Luci: Salvatore Lardieri

E’ un grande affresco della società russa ante rivoluzione,ci sono i nobili e i ricchi mercanti,le classi al potere, che vessano i sottoposti disponendone a loro piacimento ma,e qui sta l’originalità di questa commedia,la difesa dei deboli e dei poveri viene assunta da un attore che pur provenendo dalla classe dominante ne ripudia i principi e le ingiustizie. Si racconta anche una grande storia d’amore tra la giovane Aksinja e Piotr,un amore contrastato dalla gelosia e dall’avarizia della ricca vedova Raissa,la protagonista che con abili maneggi riesce a diseredare i suoi parenti a vantaggio di un giovane arrampicatore sociale del quale si è invaghita. Il testo originale scritto nel 1871 mostra le sue carte migliori nel potente disegno psicologico dei personaggi ponendo Ostrovskij tra i grandi della letteratura russa insieme a Gogol e Cechov.Il nostro adattamento ha snellito il dialogo e reso più dinamico il gioco scenico togliendo le parti un po’ datate per la sensibilità moderna e facendo invece emergere zone del sottotesto teatralmente interessantiin un’alternanza di momenti drammatici e comici.

LE 'ORNA

LE 'ORNA

“La brigata de’ dottori”

Cesira -Leonardo Begliomini,,,Antonio Masoni-

Atos Davini,Valter Meocci,,Marco Geri-

Giampaolo Gini,Fabio Grassini

T-Alfonso Nardella,Valdo Mori

Cos'è la Brigata...?

… La Brigata è una matura signora, divertente e divertita, abbastanza soddisfatta ma non ancora del tutto appagata…Nacque nei lontani anni venti, durante l'epopea goliardica dell'Università di Pisa, dalle costole del Crocchio Goliardi Spensierati. Erano anni quelli dove al teatro ci si andava davvero e ci si divertiva, …d'altronde non c'era molto altro… Il Cinema era ancora muto, la radio gracchiava appena e la televisione, per fortuna, era lontana a venire…. In un primo momento la compagnia era formata appunto da studenti universitari, il repertorio era basato su parodie di opere celebri, poi, piano piano, dapprima sotto l'egida del capocomico Giulio Pinori e con l'apporto artistico del grande Aldo Podestà e di numerosi attori che si sono avvicendati sui palcoscenici di tutta Italia, subì cambiamenti ed evoluzioni, fino a diventare, nella seconda metà degli anni settanta, quella che tutticconosciamo.

“Le ‘orna”

Due riprese scoppiettanti diGuancarlo Peluso: Il problema della casa e il miraggio di soldi facili col gioco, può generare equivoci. La solita scena, i soliti personaggi tanto cari alPeluso: la famiglia di Cesira, con il marito Arturo, il fratello Otello amante del dio Bacco, la figlia Marisa, il genero Umbertino appassionato di corse di cavalli e non insensibile alla possibilità di avventure extraconiugali, l'amica Colomba impicciona e un pò' scema, il vicino di casa Telemaco, vecchietto con la manìa dei proverbi con Gloria la figlia adolescente e finta ingenua e Onofrio, il padrone di casa.

Questa volta Cesira è alle prese col padrone di casa che vuole intimare lo sfratto a tutto il casamento essendo intenzionato a destinare l'immobile ad altra attività. Marisa, angosciata ne parla con Arturo e poi col marito Umbertino seduta sul divano nella semioscurità. Otello rientrando alticcio, equivoca ambedue gli atteggiamenti e ne parla a Cesira, dicendo che Marisa era sul divano con Onofrio. Cesira, per non gettare fango sulla figlia, si addossa la colpa del presunto adulterio. Otello corre subito a informare Arturo che si precipita in casa e fa una tremenda scenata alla moglie. Naturalmente tutto poi si chiarisce, anche la faccenda dello sfratto e la cosa si risolverà , come si dice "a ballotte e vin novello" tra battute, situazioni comiche e parodie che faranno trascorrere due ore di piacevole relax allo spettatore alleggerendolo dai pensieri e i problemi che quotidianamente lo affliggono, ed è questo l'obiettivo che l'autore e la compagnia vogliono raggiungere.

L'altra America

L'altra America

Gran Galà Invernale - Clinica Ortopedica - Pisa

Gran Galà Invernale - Clinica Ortopedica - Pisa

Il Gran Galà Invernale della Clinica Ortopedica di Pisa ha lo scopo di raccogliere fondi per la ristrutturazione dello stabile della scuola per l’infanzia Maria Ausiliatrice di Marina di Pisa che è stato gravemente danneggiato dalla tromba d’aria che investì Marina di Pisa il 5 Agosto 2016

Laboratorio Teatrale

Laboratorio Teatrale

Laboratorio Teatrale

Questo percorso teatrale e’ finalizzato a fornire strumenti professionali per la formazione per un attore. E’ rivolto a chi desidera provare l’emozione del palcoscenico ma anche a chi sente l’esigenza di gestire la propria emotivita’ per acquisire sicurezza in situazioni di public speaking. Il programma si sviluppera’ partendo da un livello base per arrivare ad uno avanzato e terminera’ con uno spettacolo teatrale di fine corso. La didattica, affrontando materie: quali: uso della voce, movimento scenico, costruzione del personaggio, sviluppo di tecniche di immedesimazione e memoria emotiva, dizione e lettura interpretativa, prospetta l’approccio alle tecniche teatrali su base professionale. I metodi di riferimento, per lo studio della recitazione, sono: metodo Stanislavskij, metodo Strasberg, l’uso della maschera nella commedia dell’arte, lo studio del teatro naturale; particolare attenzione è rivolta al movimento corporeo.

Il laboratorio si svolgera’ nel periodo metà Gennaio- metà Giugno.

Si prevedono dueincontri per settimana della durata di due ore ciascuno. Saranno forniti i materiali didattici.

Le lezioni si terranno il Martedi’ed il Venerdi dalle 19 alle 21.

Al termine del laboratorio è previsto uno spettacolo degli degli allievi (periodo giugno/luglio)

Il numero dei partecipanti previsto è di minimo 10 massimo 20 allievi.

L'età minima richiesta è di 18 anni.

Il costo del corso di laboratorio e’ di eu 45 mensili per (8 incontri per un totale di 16 ore mensili al costo orario di eu 2,8).

Programma sulla Voce prevede lo sviluppo delle seguenti parti: respirazione, articolazione, dizione, impostazione vocale, elementi di canto,· immascheramento ed uso delle risonanze corporee, scanzione sillabica, lettura tecnica, lettura interpretativa

Programma sul Corpo prevede lo sviluppo dei seguenti elementi: elementi di bioenergetica, sviluppo del movimento corporeo,sviluppo del movimento e uso dello spazio, elementi di danza, elementi di mimo, studio progressivo del movimento dal burattino al personaggio, studio teorico-pratico della Commedia dell'Arte

Metodi Recitazione:tecniche di recitazione (Stanislavskij, Strasberg), improvvisazione Teatrale

Il laboratorio è tenuto da Patrizia Falcone, attrice e regista teatrale.

Curriculum Vitae Patrizia Falcone

(attrice-regista teatrale-esperta di comunicazione)

Patrizia Falcone dopo gli studi classici si iscrive e si laurea in giurisprudenza presso l’Università di Pisa con una tesi in Diritto pubblico dell’economia dal titolo “Poteri internazionali del Governatore della Banca d’Italia”. Comincia la sua carriera artistica teatrale nel 1979; studia i metodi Strasberg, Stanislavsky, l’uso della Maschera nella Commedia dell’Arte con Franco Mole’ prima e Massimo Gritti dopo; si specializza sul movimento ed espressione teatrale con Joe Fontano (allievo di Martha Graham). Con Tonino Conte del Teatro della Tosse di Genova, approfondisce lo studio della relazione tra testo, drammaturgia e messa in scena. Tra i lavori di cui è interprete: “Casa di Bambola” di Ibsen, “Emma B. vedova Giocasta” di A. Savinio, “Stroligut” da P.P. Pasolini, rappresentato al Teatro dell’Orologio di Roma. È interprete e regista di “Elena Chi?” di G. Ritzos, “Tabaccheria” da F. Pessoa, “De Planctu Dominae” di Jacopone da Todi, “L’Altra America” da Autori latino-americani. Dal 1987 affianca all’attività d’attrice l’attivita’ registica e l’insegnamento della recitazione, nel 1994 fonda un’associazione culturale e un suo laboratorio teatrale a Pisa (Associazione Culturale Lesi Lusi). Successivamente alcune sue regie trovano riconoscimento anche inambito europeo: la messa in scena di opere di Ionesco, citata sul sito permanente ionesco.org a Parigi, San Juan di Max Aub, il cui adattamento drammaturgico è riportato nell’edizione spagnola di quest’opera (Editorial Pre-Textos di Barcellona), De Planctu Dominae di Jacopone da Todi al cui adattamento drammaturgico ed alla regia sono stati riservati articoli in riviste specializzate quali: “Quaderni Medievali” e “Maia” rivista di letterature classiche.

Dal 2005 al 2015 e’ direttore del Laboratorio Teatrale e della Compagnia Teatrale LABNUES. Nel 2010 ha curato la prefazione di Sincronia della sorellanza di Edvige e Luisa Sordillo ed. Lieto Colle. Accanto all’attivita’ teatrale sviluppa la sua attività come consulente di comunicazione tenendo corsi di lettura interpretativa, dizione, e comunicazione finalizzati a professioni estranee al teatro (insegnanti e manager di azienda). In questo senso è anche la sua collaborazione con l’International Center for Information Management, Systems and Services (Universita’ di Torun) in Polonia e la presentazione del Teatro Agile (su cui ha pubblicato un articolo nella rivista informatica Computer Programming dell’Infomedia) al 5○ Congresso Internazionale di Extreme Programming e Processi Agili nel Software Engineering tenutasi a Garmisch (Germania) nel giugno 2004. Nel 2009 è tra i docenti del

Progetto Internazionale della European Union “COMENIUS” tenendo uno stage dal tema ”Second Life and First Life”. E’ del 2015 la pubblicazione con John Favaro dell’articolo “The creative Essence of Cultural Innovation”sulla rivista internazionale Uncommon Culture ISSN: 2082-6923 Vol.6,no 2 (2015); Creative Digital.

La sua attivita’ nel volontariato l’ha vista impegnata per circa due anni in un’associazione pisana per ragazzi disabili (DINSIUNEMAN). Dal 2003 fa parte dell’UNICEF. Dal dicembre 2010 è Presidente del Comitato per l’UNICEF di Pisa (United Nations International Children's Emergency Fund (UNICEF) per il quale programma anche eventi culturali e progetti che si avvalgono delle tecniche teatrali per la diffusione della Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia. Tra i progetti ha ideato e coordinato: nel 2003 il progetto: “I Diritti da un libro di testo” realizzato con la Scuola Media Toniolo di Pisa e conclusosi con lo spettacolo “Sotto l’Albero” (liberamente ispirato al romanzo di N. Ammaniti “Io non ho paura”); nel 2004 il progetto “Laboratorio dei diritti” realizzato con l’

Istituto d’Arte Russoli di Pisa e conclusosi con lo spettacolo “Vite di Vetro”; nel 2005 ha curato la Mostra fotografica per il Trentennale UNICEF in Italia dal titolo “Il futuro negli occhi”(i diritti invisibili in Italia e non solo) allestita alla Limonaia di Pisa dal 23 al 30 Aprile e che ha ospitato al proprio interno: incontri con le scuole, conferenze, concerti e una cena di beneficenza; nel 2009 ha curato e coordinato alla Stazione Leopolda di Pisa il

convegno tenutosi dal 20 novembre al 5 dicembre “La Convenzione ha 20 anni” dedicato al Ventennale della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia che ha ospitato una mostra fotografica, pittorica ed alcune istallazioni e ha previsto, nel programma: laboratori e incontri per le scuole, convegni pomeridiani e spettacoli serali con raccolta fondi per progetti di Emergenza dell’UNICEF. Tra novembre 2012 e maggio 2013 ha curato una serie di tre Seminari sulla genitorialita’ dal titolo: Educare alla Genitorialita’ Un Aiuto per crescere (0-6 anni) (6-12 anni) (12-18 anni). L’intero progetto e’ stato organizzato in collaborazione con il Comune di Pisa, USL 5, Societa’ della Salute area pisana.

Inizia l'attività il TEATRO DELLA COMUNITA' PISANA del Centro Culturale Multietnico MONDOSTAZIONE del DLF

Inizia l'attività il TEATRO DELLA COMUNITA' PISANA del Centro Culturale Multietnico MONDOSTAZIONE del DLF

Il Centro Culturale “MONDOSTAZIONE” del Dopolavoro Ferroviario di Pisa sta aprendo, con il Teatro della Comunità Pisana, la stagione teatrale 2016-2017 al “Cinema Teatro Nuovo”.
I grandi cambiamenti derivano dalla somma di tanti piccoli sforzi, messi insieme e diretti verso lo stesso scopo. Così il Dopolavoro ferroviario, mettendo a disposizione il “Cinema Teatro Nuovo”, una struttura ben attrezzata con una sala centrale che può ospitare fino a 300 posti (completa di quanto necessario sia per le proiezioni cromatografiche che per spettacoli teatrali e musicali) si pone in prima fila nel progetto di riqualifica del quartiere della stazione, che vede impegnato anche il comune di Pisa .

TEATRO DELLA COMUNITA' PISANA

TEATRO DELLA COMUNITA' PISANA

La cultura: cura per ogni male

Stagione teatrale 2016-2017

del

Teatro della Comunità Pisana

Il Centro Culturale “MONDOSTAZIONE” del Dopolavoro Ferroviario di Pisa sta aprendo, con il Teatro della Comunità Pisana, la stagione teatrale 2016-2017 del “Cinema Teatro Nuovo”.

I grandi cambiamenti derivano dalla somma di tanti piccoli sforzi, messi insieme e diretti verso lo stesso scopo. Così il Dopolavoro ferroviario, mettendo a disposizione il “Cinema Teatro Nuovo”, una struttura ben attrezzata con una sala centrale che può ospitare fino a 300 posti, completa di quanto necessario sia per le proiezioni cromatografiche che per spettacoli teatrali e musicali, si pone in prima fila nel progetto di riqualifica del quartiere della stazione, che vede impegnato anche il comune di Pisa .

Questo progetto, che mira a fare del “Teatro Nuovo” un polo socio-culturale attivo e riconosciuto nella comunità pisana, è portato avanti già da tempo dal Dopolavoro Ferroviario, con la creazione del Centro Culturale Polivalente Multietnico MONDOSTAZIONE avvalendosi della collaborazione del Comune di Pisa e, ultimamente, dell'associazione “Nuovissimo”: un conglomerato di varie associazioni (compreso lo stesso Dopolavoro ferroviario) , compagnie teatrali e culturali sparse per il territorio Pisano con consolidata esperienza nell'organizzazione di eventi, spettacoli teatrali, musicali e balletti.

La stagione teatrale 2016-2017 del Cinema Teatro Nuovo vedrà tanti protagonisti importanti della cultura della nostra città:

• Roberto Birindelli della Compagnia Teatrostudio che aprirà la stagione con il suo

spettacolo “Reality Show”,

• Marco Conte della compagnia Vertigo con “Livorno amore mio”

• la famosa compagnia teatrale de “La brigata dei Dottori” che metterà in scena LE ‘ORNA.

• Odoardo Fontani e la sua “The familiola’s band” con “Kinzika”

• Laura Silo, della scuola di danza “Proscaenium” con il Saggio di Natale

• Non mancheranno anche gli allunni di un istituto comprensivo della provincia di Pisa che

metteranno in scena un loro lavoro..

L'impegno, l'attività e l'entusiasmo di tutti questi soggetti, delle associazioni e delle persone che ci lavorano, coordinate dal Dopolavoro ferroviario, mira a migliorare la qualità socio ambientale di tutta la zona, aumentare il divertimento e lo spessore culturale degli abitanti, non solo del quartiere ma anche di tutta la città. Per questo invitiamo anche voi a partecipare al progetto venendo ad assistere a questi magnifici spettacoli, opera del genio dei artisti della nostra zona. Contribuiamo tutti, insieme al Centro Culturale Polivalente Multietnico “MONDOSTAZIONE” del dopolavoro ferroviario, al miglioramento dell'ambiente in cui viviamo.

per info e penotazioni cell. 3473661211

Terzo spettacolo della Rassegna: LA GITA PREMIO della BRIGATA DEI DOTTORI

Terzo spettacolo della Rassegna: LA GITA PREMIO della BRIGATA DEI DOTTORI

Nella nostra Rassegna teatrale popolare non poteva certo non essere presente la favolosa BRIGATA DEI DOTTORI con uno dei suoi lavori più prestigiosi: LA GITA PREMIO.

Ora non mancate voi acquistando in prevendita il vostro biglietto contattando il

cell. 3473661211

La Rassegna si apre con: DAI BANCHI AL PALCOSCENICO

La Rassegna si apre con: DAI BANCHI AL PALCOSCENICO

La Scuola Secondaria di I grado Luigi Russo di Navacchio presenta:

Dai banchi al palcoscenico

Esperienze diverse in un anno di scuola

Raccontare le attività che si svolgono in classe durante un anno scolastico è un'impresa!

Con questo spettacolo, gli insegnanti e gli alunni della scuola media Luigi Russo provano a compierla, mettendo in scena un sunto delle esperienze didattiche proposte e sviluppate insieme.

Sul palcoscenico verrà presentata una composizione variegata di temi, che permetterà agli spettatori di alternare sorrisi e riflessioni in un viaggio immaginario tra le aule di una scuola che cerca sempre di più di stare al passo coi tempi complessi che viviamo.

LA NUOVA STAGIONE del TEATRO DELLA COMUNITA'PISANA

LA NUOVA STAGIONE del TEATRO DELLA COMUNITA'PISANA

Ci siamo riusciti!

Finalmente siamo in grado di mettere in piedi una Rassegna Teatrale della Pisa Popolare dopo il tentativo di due anni fa riuscito solo in parte con due rappresentazioni. Allora, evidentemente, non c’erano le giuste condizioni per farlo.

Oggi le cose sono cambiate: è in atto una collaborazione complessiva dei soggetti gravitanti intorno al Cinema Teatro Nuovo (ovvero “Teatro Cinema Nuovo” come simpaticamente indicato dall’ assessore alla cultura di Pisa Andrea Ferrante) dalla società SECI che si appresta a continuare la gestione della parte cinematografica, a MONDOSTAZIONE DLF ed altri soggetti interessati al teatro. Tutto questo naturalmente con il patrocinio del comune di Pisa.

Il teatro-cinema Nuovo come TEATRO DELLA COMUNITA’ PISANA, diventa così una realtà aperta e disponibile per tutti coloro che vogliono utilizzare questo spazio per fare teatro.

Citernesi Vittorio, Vicepresidente e Consigliere alla Cultura DLF

Presentazione

di

ANDREA FERRANTE

Assessore alla Cultura

Comune di Pisa

Una "Nuova Stagione" per il Nuovo.

Sono molti i meriti di Mondostazione, il progetto del Dopolavoro Ferroviario di Pisa che guarda alla socialità e all'integrazione culturale con piglio "popolare" e con indiscusso successo.

In primo luogo, credo, quello di aver intuito l'opportunità di un impegno che rende attuali le ragioni e i valori profondi di un'istituzione storica come il DLF. Nascono così iniziative chepartendo dall'universo che gravita attorno alla zona della stazione centrale,si estendealle comunità di immigrati, alle associazioni di volontariato sociale e culturale, alla città intera.

Un approccio positivo, che vede nel quartiere della stazione ciò che essoè al di sopra di ogni altra ulteriore qualificazione: un luogo pulsante e vivo di Pisa, percorso ogni giorno da decine dimigliaia di persone. Uno snodo che, va da sé, è attraversato anche da inevitabili contraddizioni; compresa quella del rischio di un degrado a cui non ci si deve rassegnare. Un rischio che si fronteggia con diversi strumenti fra cui non deve mancare proprio quello della vivacità culturale, della socialità.

Ed ecco allora un ulteriore grande merito: quello di aver lavorato ad un rilancio del Cinema Teatro Nuovo (per me, da oggi, Teatro Cinema Nuovo) che ne rivendichi la funzione di centro fondamentale per la vita culturale pisana, aperto alle produzioni e alle esperienze del tessuto che la città esprime e che, ora, ha nuove opportunità di consolidamento e di crescita.

Un rilancio perseguito di concerto con gli operatori, lucidamente disponibili, del cinema e dello spettacolo che qui lavorano e con le istituzioni del territorio a partire dal Comune di Pisa. Un fatto importante e fondante, che riconsegna alla città la piena fruizione di uno spazio prezioso.

Ora, sta a noi farlo tornare agli splendori che ha conosciuto, credendoci e animandolo. Cominciamo con questa rassegna di teatro popolare e con la musica, che torna su una ribalta frequentata in passato con grande successo. Brindiamo a una Nuova Stagione, dunque: per il Nuovo, per il quartiere della Stazione e per la vita culturale della nostra Città.

MOSTRA FOTOGRAFICA di Leandro Azzolini

MOSTRA FOTOGRAFICA di Leandro Azzolini

Continua il progetto CONOSCERE I POPOLI PER CRESCERE INSIEME con una bella mostra fotografica di Leandro Azzolini sul Vietnem

Seguità un dibattito su "Vietnam ieri ed oggi"

PROGETTO "Conoscere i popoli per crescere insieme"

PROGETTO

Nell'ambito del progetto di Mondostazione "Conoscere i popoli per crescere insieme" il DLF di Pisa inizia una serie di riflessioni, aperte alla cittadinanza ed a tutti gli immigrati, sulla realtà dei popoli del Gande Medio Oriente.

Antepèrima della Rassegna Teatrale della Pisa popolare al Cinema Teatro Nuovo

Antepèrima della Rassegna Teatrale della Pisa popolare
al Cinema Teatro Nuovo

Con questa Rassegna riprende l'attività teatrale al Teatro Nuovo, dedicando le rappresentazioni ad una Pisa di origine popolare si ma non meno importante.

Inoltre, a partire da ottobre ed in collaborazione con Dario Focardi, dell’associazione Teatri della Resistenza, è in programma la realizzazione di una specifica rassegna teatrale organizzata il con il coinvolgimento di scuole elementari e medie e dedicata a bambini e ragazzi.

Tutte le Rappresentazioni saranno effettuate presso il Cinema Teatro Nuovo del Dopolavoro Ferroviario di Pisa.

Il Vicepresidente DLF

Consigliere alla Cultura

Citernesi Vittorio

Progetto Scuola-Ferrovia date e programma

Progetto Scuola-Ferrovia
date e programma

PROGETTO SCUOLA FERROVIA

PROGETTO SCUOLA FERROVIA

Il giorno Martedì2 Febbraio 2016 sarà presentato, presso l'Aula Magna della scuola G. Mazzini ed alla presenza dell'Assessore alle Politiche Socio-educative e scolastiche del comune di Pisa Maria Luisa Chiofalo, il PROGETTO SCUOLA-FERROVIA (con il regolamento dell'omonimo concorso) al quale parteciperanno numerose colaresche delle scuole pisane

CORSO DI FOTOGRAFIA NEL 2016 A MONDOSTAZIONE DLF

CORSO DI FOTOGRAFIA NEL 2016 
A MONDOSTAZIONE DLF

Ancora un bellissimo corso del quale dobbiamo tutti approfittare per fare fotografie veramente belle e professionali

Festa di solidarietà con eritrei

Festa di solidarietà con eritrei

Mondo stazione, in collaborazione con l'Unita immigrati in Italia, invita tutti a partecipare alla festa di solidarietà per i giovani Eritrei in difficoltà.

Mondo stazione crede che non possiamo più andare avanti proteggendoci e chiudendoci verso gli altri, ma ognuno di noi ha sempre più bisogno dell'aiuto reciproco. Viviamo sempre di più in una comunità multietnica ed interconnessa dove il nostro benessere dipende dal benessere di tutti, quindi dobbiamo sostenerci a vicenda per costruire una società bella e sana.

In Mondo Stazione la diversità è vista come arricchimento e bellezza. Le culture diverse, che collaborano tra loro, sono come diversi fiori nello stesso campo, ne costituiscono la sua bellezza ed unicità.

Aiutare il prossimo è un piacere che è insito in noi, per questo i giovani eritrei toscani hanno scelto un metodo bello e invitante per affrontare le loro difficoltà in questo momenti di crisi: una festa dove troverete balli multietnici, cibo e musica.

Una festa da non perdere! Potete divertirvi tra di voi e dare un piccolo contributo a chi ne ha bisogno, che saprà apprezzarlo.

Corsi d'Arte Artigiana

C’ERA UNA VOLTA

Laboratorio Moderno s’Arte Artigiana

E’ bellissima l’iniziativa presa da alcune iscritte al DLF di Pisa per far rivivere, in chiave moderna, tutta una serie di attività artigiane che il tempo rischia di far dimenticare.

Sono le radici della nostra cultura artigiana il cui recupero MONDOSTAZIONE DLF promuove ed appoggia con questi primi due corsi: “lavoro a maglia” ed “uncinetto”.

In futuro, anche su richiesta dei cittadini e degli iscritti, ci promettiamo di realizzare gli altri previsti e……perché no, anche di nuovi.

Mostra collettiva di pittura e poesia presso i locali di MONDOSTAZIONE DLF

Mostra collettiva di pittura e poesia presso i locali di MONDOSTAZIONE DLF

E’ una mostra delle opere pittoriche di tre dipendenti delle ferrovie (Cecilia Colaluce, Giuseppe Rametta e Santi Divieto) che non sono né alle prime armi né sconosciuti ai cittadini pisani avendo al loro attivo varie mostre sia presso il Comune di Pisa che presso lo stesso Dopolavoro ferroviario.

Questa volta abbiamo voluto però aprire tale mostra anche a poesie la cui particolarità è quella di essere il prodotto della sofferenza di un poeta sbocciato nell’ambiente dei senzatetto pisani, Lecci Giovanni, poeticamente mostrato alla cittadinanza pisana con la pubblicazione di un opuscolo di poesie curato da MONOSTAZIONE - dal titolo “Emarginazione in poesia”- e con il patrocinio e l’aiuto del Comune di Pisa.

Il significato di tutto questo è legato ai concetti di unicità e universalità dell’arte : unicità perché, sia la poesia che la pittura sono entrambe espressione della sensibilità umana; universalità perché questa sensibilità si può trovare indifferentemente sia in chi, lavorando, vive una vita cosi detta normale che in coloro che hanno forgiato la loro sensibilità nella sofferenza.

La mostra aprirà il 28 novembre alle ore 17,30 e sarà presentata dall’Assessore alla Cultura del Comune di Pisa, Andrea Ferrante

TRIBUTO A FABRIZIO DE ANDRE'

TRIBUTO A FABRIZIO DE ANDRE'

Chi non ha nel cuore e nella mente la voce e le canzoni di Fabrizio De André?

Il Centro Culturale "MONDOSTAZIONE" del Dopolavoro Ferroviario di Pisa riprende l'attività del Teatro Nuovo proprio con questo indimenticabile cantautore-

LABORATORIO TEATRALE PER GIOVANI

LABORATORIO TEATRALE PER GIOVANI

Il TEATRO DELLA COMUNITA' PISANA, con il suo gruppo "Giovani in teatro". riprende l'attività partendo proprio da loro realizzando un LABORATORIO TEATRALE per ragazzi diviso per fasce di età.

E' così che tutta l'attività di MONDOSTAZIONE, relativa al Teatro Nuovo, stà riprendendo con la preparazione di un cartellone teatrale che prevede una "Rassegna teatrale della Pisa popolare" oltre, naturalmente ad altre presentazioni al di fuori della rassegna.

Costituito il gruppo "GIOVANI IN TEATRO" all'interno del TEATRO DELLA COMUNITA' PISANA DI MONDOSTAZIONE

Costituito il gruppo

Presso il Centro Culturale Mondostazione del Dopolavoro Ferroviario di Pisa, all’interno del “Teatro della Comunità Pisana”, si è costituito il gruppo “Giovani in teatro” con lo scopo di promuovere l’attività teatrale dei giovani e dei ragazzi che si sentono attratti da questo tipo di arte espressiva.

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A MONDOSTAZIONE nasce la COMPAGNIA DEL TEATRO DELLA COMUNITA' PISANA

A MONDOSTAZIONE nasce la COMPAGNIA DEL TEATRO DELLA COMUNITA' PISANA

Teatro della Comunità Pisana

di

MONDOSTAZIONE

Il Teatro della comunità è arrivato al Dopolavoro Ferroviario di Pisa nell’ottobre dell’anno 2011 con il regista Marco Di Stefano ed ha operato fino a dicembre 2013.

Ne è sorto un progetto teatrale che ha coinvolto un gruppo di persone dai dodici anni fino agli anta inoltrati

In questi due anni la proposta culturale ha dato importanti risultati con la realizzazione di laboratori teatrali conclusi con simpatici spettacoli, ideati dai gruppi stessi, al Cinema Teatro Nuovo durante il Giugno Pisano.

Visto che l’esperienza del Di Stefano si è conclusa, il dopolavoro ferroviario intende continuarla trasformandola in una rassegna annuale da offrire a tutti i cittadini di Pisa dal titolo:

“Rassegna teatrale della Pisa popolare”

1- Intenti: raccontare la Pisa ed i personaggi di un tempo, così come era in anni anche non molto lontani, dal 2° dopoguerra in poi. Una Pisa popolare sia nell’anima che nel linguaggio e che, anche se in dimensioni più limitate, sopravvive ed è bene che venga ricordata e diffusa soprattutto tra i giovani che non l’anno vissuta; una Pisa che il tempo va modificando facendo emergere capacità giovanili diverse ed anche multietniche. Contemporaneamente si vuole recuperare la capacità di rappresentare il nostro tempo facendo tesoro delle esperienze che emergono dal territorio e dalle realtà sociali e pubbliche a cominciare dalle scuole.

Altro intento del progetto è quello di arrivare all’allestimento di unlaboratorio teatrale che comprenda le varie discipline (dizione, mimo e movimento)

2- Strumenti: usare lo spettacolo teatrale nelle sue varie forme, dalla commedia (anche in vernacolo) al cabaret, al teatro di impegno civile, al tetro di figura, con una pluralità di linguaggi fino a ridare anche alla poesia la possibilità di rivivere attraverso la lettura nei gruppi di incontri. Gli artisti saranno professionisti e gente comune di ogni estrazione sociale.

3- Durata: almeno quattro spettacoli serali, uno la settimana, nell’ambito del “Giugno Pisano” o in periodi ritenuti opportuni (Dicembre od altro).

4- Luogo:al Cinema Teatro Nuovo del Dopolavoro Ferroviario in P.zza della Stazione a Pisa dalle ore 21 (o 21,30) in poi.

5- Finanziamenti:contributi pubblici e sponsorizzazioni private.